Trieste, sgombero nell’area del porto vecchio: ICS accusa “gestione emergenziale e spettacolare”

Un nuovo sgombero nell’area di Porto Vecchio riporta al centro il tema dell’accoglienza e della gestione dei richiedenti asilo a Trieste. Secondo quanto reso noto da ICS, le operazioni svolte in mattinata hanno portato al trasferimento di circa 90 persone richiedenti asilo, mentre almeno un centinaio sarebbe rimasto escluso, riproponendo una situazione già verificatasi in precedenti interventi.
L’organizzazione parla di un’azione condotta senza criteri ritenuti chiari e trasparenti, sottolineando come siano stati coinvolti sia richiedenti asilo già in possesso dell’invito della Questura sia persone appena identificate. Viene inoltre segnalato il mancato rispetto di una cronologia negli inserimenti e, aspetto definito particolarmente grave, la mancata garanzia di priorità per tutti i soggetti fragili.
Famiglie escluse e situazioni vulnerabili
Tra gli elementi evidenziati, ICS segnala che non tutte le famiglie sarebbero state accolte. Due nuclei familiari, già segnalati alla Prefettura la scorsa settimana come situazioni di particolare vulnerabilità, sarebbero rimasti esclusi dal trasferimento. Un dato che, secondo quanto riportato, rafforzerebbe la critica verso una gestione considerata non adeguata alla tutela delle persone più esposte.
L’associazione descrive l’intervento come una risposta definita emergenziale e spettacolare, che non garantirebbe i diritti fondamentali delle persone coinvolte. Viene contestato il ripetersi di sgomberi nei magazzini del Porto Vecchio senza la predisposizione di soluzioni giudicate adeguate e sufficienti, con il rischio di vedere riproposta la stessa situazione nei prossimi interventi.
Numeri degli arrivi e proposta di gestione ordinaria
ICS evidenzia inoltre che, nelle ultime settimane, gli arrivi di persone richiedenti asilo sarebbero stati nell’ordine di circa una decina al giorno, un numero ritenuto gestibile con un’organizzazione ordinaria dei trasferimenti. L’organizzazione indica come possibile strada quella di incrementare i numeri dei trasferimenti programmati e di predisporre una struttura di bassa soglia, così da evitare che le persone siano costrette a rimanere in strada.
Secondo questa lettura, la narrazione emergenziale sul fenomeno migratorio sarebbe una scelta precisa della classe dirigente locale e nazionale, funzionale a mantenere un’impostazione legata all’emergenza piuttosto che a soluzioni strutturali.
Accoglienza, diritti e gestione del fenomeno
Il nuovo intervento in Porto Vecchio si inserisce quindi in un quadro già segnato da tensioni e criticità, dove il nodo centrale resta quello dell’equilibrio tra gestione degli spazi, accoglienza e tutela dei diritti. La denuncia di ICS richiama l’attenzione sulla necessità di criteri chiari, priorità per le persone vulnerabili e soluzioni stabili, in un contesto che continua a rappresentare uno dei punti più delicati del dibattito cittadino.
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