Tirso, futuro incerto per gli ex lavoratori: cassa integrazione fino a settembre e rischio licenziamenti collettivi

Una cinquantina di lavoratori ed ex lavoratori della Tirso si sono ritrovati questa mattina nella sede di via Pondares della CGIL, per partecipare alla conferenza stampa indetta dal sindacato e fare il punto sulla complicata situazione occupazionale. Un quadro definito dai sindacati «catastrofico», che vede i dipendenti pagare il prezzo più alto di una gestione aziendale contestata e caratterizzata, secondo i lavoratori, da scarsa trasparenza.
Al centro del confronto, i prossimi passaggi che riguarderanno la vertenza. Al momento l’ipotesi è quella di un termine della cassa integrazione straordinaria fissato al 30 settembre 2025, con il conseguente avvio di una procedura di licenziamento collettivo e l’attivazione di eventuali ammortizzatori sociali. Uno scenario che preoccupa fortemente il sindacato, soprattutto in relazione alla ricollocazione dei lavoratori, molti dei quali si trovano in una fascia d’età compresa tra i 50 e i 60 anni, con maggiori difficoltà nel reinserimento lavorativo.
Nel corso dell’incontro si è affrontato anche un tema più ampio, che riguarda l’intero tessuto industriale del territorio triestino, già messo a dura prova da numerose chiusure aziendali che lasciano dietro di sé decine di lavoratori senza occupazione. Mentre i vertici aziendali, tra cui imprenditori e amministratori delegati, sembrano uscire indenni dalla situazione, i lavoratori continuano a subire le conseguenze dirette di scelte gestionali che hanno messo a rischio il futuro di molte famiglie.
Il sindacato ha ribadito l’urgenza di un confronto costruttivo con le istituzioni e ha chiesto massima attenzione da parte di Regione e Governo per affrontare quella che, a tutti gli effetti, rischia di trasformarsi in un'emergenza sociale.
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