SIULP: 'Emergenza infinita al confine. Poliziotti esposti a rischi gravi per la salute'
Una denuncia forte e senza mezzi termini quella che arriva dal SIULP, Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, che attraverso il Segretario Regionale Fabrizio Maniago solleva un grido d’allarme sulle condizioni in cui operano da mesi – anzi, da oltre 600 giorni – gli agenti impegnati nei controlli di retrovalico tra Italia e Slovenia.
Controlli prolungati, condizioni insostenibili
La sospensione temporanea del regime di Schengen, avviata il 21 ottobre 2023, doveva servire come misura straordinaria per fronteggiare minacce alla sicurezza. Tuttavia, secondo il sindacato, si è trasformata in una lunga emergenza che ha esaurito le forze e messo a rischio la salute degli operatori.
"Una narrazione muscolare", si legge nel comunicato, utile a dare un’immagine di controllo assoluto del territorio, ma smentita nei fatti da un territorio orograficamente impossibile da presidiare completamente: "un colabrodo" fatto di sentieri, stradine e mulattiere che permettono a decine di migranti di entrare ogni giorno inosservati.
Rischi per la salute ignorati
Ma al centro della denuncia non c’è solo l’inefficacia dei controlli, bensì le condizioni di lavoro: agenti sotto il sole per ore, esposti a temperature superiori ai 40 gradi e a gas di scarico dannosi per la salute. Le postazioni fisse – cabine pressurizzate abolite con la fine delle frontiere – sono ormai un ricordo, sostituite da improvvisate piazzole in mezzo al traffico.
Il SIULP cita studi medici allarmanti: il monossido di carbonio può provocare sintomi gravi come perdita di coscienza e morte; le particelle ultrafini e gli idrocarburi policiclici aromatici sono cancerogeni; i fumi diesel possono causare malattie respiratorie, cardiache e tumori.
La sicurezza dei poliziotti dimenticata
"L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la IARC classificano il diesel exhaust come cancerogeno certo", ricorda Maniago. Nonostante ciò, nessuna misura concreta è stata presa per proteggere gli agenti. Anzi, si continua a parlare e a promettere, mentre le condizioni ricordano quelle degli anni Cinquanta.
Inoltre, non mancano elementi quasi grotteschi nella denuncia del sindacato: zanzare tigre in agguato vicino al valico di Rabuiese, nutrie "geneticamente modificate" a giudicare dalle dimensioni. Una situazione che ha superato i limiti della sopportazione e che secondo il SIULP rappresenta una grave violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Un sistema allo stremo
La denuncia si conclude con amarezza ma anche con determinazione: "I poliziotti sono tornati a condizioni di lavoro inaccettabili, sacrificati in nome di una demagogia che ignora la loro salute e dignità. È tempo che le Istituzioni, a tutti i livelli, si assumano le proprie responsabilità".
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