mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

Sicurezza a Trieste, sfogo di Monica Canciani: “basta buonismo, abbiamo le balle piene”

Luca Marsi·
Sicurezza a Trieste, sfogo di Monica Canciani: “basta buonismo, abbiamo le balle piene”

Il tema della sicurezza torna a incendiare il dibattito cittadino e lo fa con toni durissimi. La consigliera comunale della Lega Monica Canciani è intervenuta pubblicamente con un lungo post sui social, affidando a parole nette e senza filtri la sua posizione su risse, rapine e criminalità giovanile, denunciando quella che definisce una situazione ormai “intollerabile”.

Nel messaggio, Canciani si dice perfettamente d’accordo con la definizione data dal sindaco di Muggia Polidori sui “piccoli (di età) criminali”, sostenendo che chi li difende si porrebbe “dalla parte sbagliata” e non da quella dei cittadini.

“Livelli intollerabili”: l’allarme tra risse e paura in città

La consigliera descrive uno scenario di crescente degrado e insicurezza: “Stiamo raggiungendo ormai livelli intollerabili, non solo a Trieste ma in tutta Italia”. Nel suo intervento, Canciani cita le risse quotidiane e sottolinea un ulteriore aspetto: non sarebbe più soltanto un problema di episodi violenti, ma anche un clima che condizionerebbe le abitudini di chi vive in città.

Tra gli esempi indicati, parla anche della paura di fare “una semplice passeggiata” in zone frequentate, citando il Molo Audace come luogo simbolico.

Il bersaglio: “denunciati e riconsegnati ai genitori”

Nel post la consigliera punta il dito contro ciò che ritiene essere una gestione inefficace delle conseguenze penali. Canciani sostiene che in molti casi, “invece di finire in galera vengono semplicemente denunciati e riconsegnati ai genitori”, tornando poi liberi di compiere altri reati.

È questo, secondo la consigliera, uno dei nodi centrali: una percezione di impunità che alimenterebbe la spirale, lasciando cittadini e famiglie con la sensazione che non esistano risposte adeguate.

La richiesta: linea dura e Stato “più presente”

Nel passaggio più forte del messaggio, Canciani invoca misure più dure verso chi commette reati e chiede allo Stato di “svegliarsi”. L’intervento contiene anche riferimenti a soluzioni drastiche e a provvedimenti che, nella visione della consigliera, dovrebbero essere applicati senza tentennamenti per riportare ordine e sicurezza.

L’intervento, prevedibilmente, sta facendo discutere: da un lato chi applaude alla “tolleranza zero”, dall’altro chi ritiene che toni e semplificazioni non aiutino a risolvere un tema complesso.

Sicurezza, il dibattito si alza di livello

Il post di Monica Canciani riporta il tema sicurezza al centro della scena con un linguaggio duro, di cronaca e di pancia, che intercetta un sentimento diffuso: la richiesta di tutela, regole e presenza dello Stato. Ma apre anche una frattura politica e sociale che a Trieste è già evidente: tra chi invoca repressione e chi chiede invece strategie di prevenzione, recupero e servizi.

In una città dove episodi di rissa e violenza finiscono sempre più spesso sui social e nelle segnalazioni dei cittadini, il dibattito non sembra destinato a spegnersi.

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