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Politica

Proclamazione sciopero vigilanza privata-servizi fiduciari, il 31 marzo presidio in piazza unità a trieste

Luca Marsi·
Salari inadeguati, turnazioni estenuanti, servizi lavorativi disagiati dove anche la propria sicurezza viene messa a rischio. Dagli operatori della vigilanza privata emerge una comune richiesta di aiuto alle istituzioni e alla popolazione Friuli Venezia Giulia affinché emerga questa situazione insostenibile e le si ponga fine. Per questo motivo Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil proclamano per il 31 marzo prossimo uno sciopero generale unitario del comparto vigilanza privata e servizi fiduciari. La decisione è emersa al Coordinamento regionale unitario dei delegati della vigilanza privata e servizi fiduciari, svoltosi ieri (venerdì 3 marzo) a Palmanova.
   Ad aprire i lavori il segretario regionale della Uiltucs del Friuli Venezia Giulia, Matteo Calabrò, illustrando ad ampio spettro le difficoltà d’intesa negoziale tra parti sociali e datoriali a livello nazionale, per giungere al tanto atteso rinnovo del contratto collettivo nazionale (Ccnl) per i dipendenti di istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari, che garantiscono la sicurezza del sistema produttivo, economico e istituzionale della Regione, ma i cui contratto, salario e indennità sono fermi da ben 8 anni. Difficoltà evidenziate direttamente anche dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali aziendali (Rsa) che hanno portato a confronto molte difficoltà operative nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative quotidiane e nella coesione di queste con la vita familiare di tutti i giorni.
   Il segretario regionale Fisascat-Cisl, Adriano Giacomazzi, sottolinea l’importanza di sensibilizzare lavoratori e cittadini alle azioni di forza che sul territorio la Cgil, Cisl e Uil stanno mettendo in atto. Tra questi, appunto, lo sciopero del 31 marzo, durante i quali i lavoratori riuniti scenderanno in piazza Unità a Trieste, davanti alla Prefettura, e chiederanno di essere ricevuti dal prefetto Pietro Signoriello per ribadire la richiesta di un nuovo contratto, per la dignità del lavoro e per la sicurezza di tutti.
   Accanto allo sciopero e il presidio di Trieste, la mobilitazione dei lavoratori include anche il blocco del lavoro supplementare e straordinario, aggiunge Andrea Deluca della Filcams-Cgil, che, su delega del segretario regionale Francesco Buonopane, ha moderato e diretto tutti gli spazi di confronto. L’obiettivo unitario è, ribadisce, farsi sentire per il rinnovo del contratto oggi tanto atteso.

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