Porto di Trieste. Pellegrino (Avs), "no a nomine che militarizzano lo scalo"

"L'indiscrezione emersa che prevede una nomina 'in divisa' ai vertici dell'Autorità di Sistema Portuale, per iniziativa di Fratelli d'Italia, manifesta un grave atto che va nella direzione della militarizzazione del porto di Trieste. La nostra preoccupazione è suffragata dal fatto che non è la prima volta che viene avanzata un'ipotesi di militarizzare il porto, proposta che produrrebbe una deriva pericolosa e funzionale a influenzare la governance e ad accelerare l'agenda Imec senza un vero confronto pubblico". Lo dichiara la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Serena Pellegrino in una nota congiunta con Elisa Moro, segretaria di Sinistra Italiana Trieste (Avs). "Lo abbiamo ribadito in ogni sede, fino al Parlamento europeo. Trieste non deve diventare un avamposto militare - aggiunge Pellegrino - la nostra regione ha già dato tanto nel corso dell'ultimo secolo. Già il presidente di Confcommercio lo scorso marzo aveva espresso, durante un convegno a Genova, l'ipotesi di ospitare la Nato nel porto di Trieste. Questa dichiarazione ha prodotto un'interrogazione la cui risposta, da parte dell'assessore Roberti, è stata uno slalom gigante. Se n'è lavato le mani affermando che non è competenza regionale". E prosegue Pellegrino: "Il porto di Trieste ha uno status internazionale specifico, riconosciuto dalle Nazioni Unite con la risoluzione n.16 (S/RES/16 del 10 gennaio 1947). Ci auguriamo che il presidente Consalvo respinga ogni ipotesi di intromissione militare all'interno di un porto civile e garantisca che il segretario generale venga nominato per competenza portuale e
visione anti militare che non segua logiche di security e filiere di guerra", conclude la nota.
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