Muggia, Cgil e Anpi contro Polidori: “Provocazioni inaccettabili contro i valori della libertà e dell’antifascismo”
Pubblichiamo da CGIL e ANPI
"La delibera del sindaco Polidori e della sua Giunta sull’istituzione del 12 Giugno come giornata della liberazione di Muggia dall’esercito Jugoslavo ha unicamente una connotazione politica che nulla a vedere con il rispetto per la storia di questo territorio.
In tutta Italia il 25 aprile rappresenta la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo mentre il 12 giugno è semplicemente la data che a seguito degli accordi internazionali prevedeva che l’esercito Jugoslavo si ritirasse dalla Venezia Giulia in attesa della definizione dei trattati dipace.
Pertanto CGIL e ANPI/VZPI ritengono che la volontà del sindaco di istituire questa giornata abbia solamente uno scopo politico personale che crea divisioni e quello di riscrivere la storia a fini elettorali.
I fatti avvenuti in questi territori e in particolare a Muggia vanno trattati con la dovuta sensibilità e imparzialità nel rispetto di tutte quelle persone che in quella guerra, come in tutte del resto, hanno subito e sopportato morte, dolore e miseria.
Diversamente da quanto affermato dal sindaco le motivazioni della delibera sono divisive ed improntate al ridimensionamento del ruolo della lotta di liberazione dal nazifascismo.
Ne è testimone quanto scritto nella delibera, che è atto ufficiale, ove l’Esercito Popolare di
Liberazione della Jugoslavia, a tutti gli effetti uno degli eserciti alleati (e riconosciuto in tal senso anche dagli anglo-americani) che hanno combattuto per liberare l’umanità dalla barbarie fascista, viene apostrofato come “cosiddetto”, con l’evidente intento di sminuirne ruolo, dignità e valore.
Ne è testimone la celebrazione dello scorso 25 aprile, non celebrata nella piazza principale della nostra città. Ne è testimone la proposta di affiancare a quella data una improbabile “Festa di San Marco”, del tutto strumentale e con il solo fine di togliere spazio e solennità alle celebrazioni della Liberazione. Ne è testimone infine lo “sgarbo” istituzionale del mancato invito all’ANPI/VZPI alle celebrazioni del 2 giugno, Festa della Repubblica, che ricordiamo al sindaco nata proprio dalla Resistenza e grazie alla lotta partigiana, cui l’ANPI/VZPI – ma dovrebbe essere superfluo ricordarlo - ha la piena dignità e diritto a partecipare".
Chiediamo pertanto al sindaco di ritirare questa scellerata delibera e di impegnarsi a commemorare degnamente il 25 Aprile, festa nazionale. Data in cui ricordiamo come tutte le forze antifasciste collaborarono al fine di rovesciare la barbarie nazifascista e fecero vincere i valori di democrazia, pace e lavoro, fondamento della Costituzione antifascista italiana.
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