Marano. Capozzi (M5S): Casoni, Giunta operi per tutelare proprietà pubblica

“I Casoni Maranesi costituiscono realtà di valore storico-culturale e soggette ai limiti normativi imposti per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria. Non a caso, il Regolamento municipale vigente nel Comune di Marano Lagunare riconosce ai residenti l’uso civico di pesca e la facoltà di edificare casoni sulle mote. Anche, ma non solo, per questi motivi non posso pertanto ritenermi soddisfatta per la risposta ottenuta dall’assessore regionale competente in materia”.
Lo rimarca, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), oggi impegnata a Trieste nei lavori dell’Assemblea regionale Fvg e promotrice, nell’ambito delle attività legate alle interrogazioni a risposta immediata dei consiglieri ai componenti della Giunta, di una specifica istanza (“Qual è il destino dei casoni di Marano Lagunare”).
Il riferimento è alla procedura di vendita immobiliare all’asta presso il Tribunale di Udine di due casoni posizionati su mota (che ora risultano venduti sulla base di un irrisorio valore stimato) in prossimità tra l’isola di Martignano (detta anche Marinetta) e l’isola di Sant’Andrea.
“Quali sono state – ha chiesto all’Esecutivo, pertanto, l’esponente pentastellata – le azioni intraprese al fine di mantenere pubblica la proprietà dei casoni di Marano, oggetto di procedura di liquidazione controllata del Tribunale di Udine?”.
“La questione posta - precisa Capozzi – non è meramente formale, né può essere derubricata a una vicenda tra privati o a un contenzioso tecnico. Piuttosto, ci troviamo di fronte a beni sui quali gravano fondati e documentati indizi di uso civico. In definitiva, a un patrimonio che, per sua natura, richiede una tutela pubblica attiva e non una posizione attendista”.
“Proprio per questo motivo - sottolinea la rappresentante del M5S – risulta incomprensibile la scelta della Regione di non esercitare un ruolo pieno e tempestivo, anche alla luce delle competenze che le sono attribuite in materia di usi civici. La possibilità di intervenire, anche in via sostitutiva o attraverso il Commissario agli Usi civici, non costituisce un’ipotesi residuale. Al contrario, si tratta di uno strumento previsto per evitare proprio situazioni come quella in esame, in cui il rischio concreto è la perdita irreversibile di beni collettivi”.
“Non intervenire per accertare formalmente la natura giuridica dei casoni e per sospendere gli effetti delle vendite – evidenza ancora Capozzi - significa, di fatto, consentire che un patrimonio potenzialmente pubblico venga alienato con conseguenze difficilmente reversibili. La Regione, quindi, non può e non deve limitarsi a prendere atto o a richiamare competenze altrui: ha altresì il dovere di attivarsi, soprattutto quando emergono elementi così rilevanti e quando lo stesso Commissario agli Usi civici ha evidenziato criticità sostanziali.
“Per queste ragioni, abbiamo rinnovato con forza la richiesta di un intervento immediato e concreto, volto – conclude Capozzi – sia all’accertamento della natura dei beni, sia alla tutela effettiva degli stessi, evitando che l’inerzia amministrativa si sostanzi nella perdita di un patrimonio identitario della comunità maranese”.
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