Maddalena alza la voce: «Salviamo la piazzetta dal cemento, diventi uno spazio verde per tutti»

Una piazzetta pubblica e alberata, con panchine, ombra e uno spazio nel quale incontrarsi, al posto di quello che il comitato teme possa diventare un parcheggio privato recintato. È questa la richiesta partita questa mattina, sabato 12 settembre 2026, dalla Maddalena, dove cittadini, residenti ed esponenti di diverse associazioni si sono ritrovati davanti al civico 156 di via Molino a Vento per il presidio promosso dal comitato “Maddalena Vive”.
Al centro della mobilitazione c'è il futuro della piazzetta dell’ex Stazione di Posta, un luogo al quale il comitato attribuisce un valore che va ben oltre la superficie fisica dell’area. Per i promotori, infatti, la questione riguarda il modello di rione che la Maddalena vuole diventare: un quartiere nel quale conservare spazi di socialità, verde e incontro oppure, secondo i timori espressi durante il presidio, perdere progressivamente luoghi a disposizione della comunità.
La posizione del comitato è netta: «No al cemento» e sì alla trasformazione dell'area in uno spazio verde pubblico.
Il presidio in via Molino a Vento
L'iniziativa ha richiamato cittadini e residenti, con numerosi interventi che si sono susseguiti nel corso della mattinata.
Il filo conduttore è stato il valore degli spazi verdi e comunitari all'interno di un quartiere densamente vissuto. Secondo quanto sostenuto durante il presidio, alberi, aree aperte e luoghi d'incontro non dovrebbero essere considerati semplicemente elementi estetici, ma vere e proprie «infrastrutture sociali ed ecologiche», capaci di favorire le relazioni tra le persone e contribuire a contrastare gli effetti dell'isola di calore urbana.
La mobilitazione nasce dalla contrarietà alla prevista trasformazione dell'area, che secondo quanto riferito dal comitato dovrebbe diventare un parcheggio privato recintato.
Ed è proprio su questo punto che “Maddalena Vive” chiede di cambiare rotta.
Il sogno: una piazzetta pubblica, verde e alberata
L'alternativa immaginata dal comitato è molto precisa: non un grande intervento monumentale, ma una piccola piazza di quartiere restituita alla vita quotidiana.
Un luogo dove poter aspettare l'autobus sotto una pensilina, trovare una panchina all'ombra, fermarsi a parlare con un vicino e avere alberi capaci di offrire refrigerio durante le giornate più calde.
Una visione che “Maddalena Vive” lega direttamente alla qualità della vita del rione.
Il punto centrale della mobilitazione è infatti proprio questo: impedire, secondo i promotori, che la Maddalena perda un altro luogo potenzialmente destinabile alla collettività.
Cozzi si rivolge ai giovani: «Cari e care nipoti»
Il momento più significativo del presidio è arrivato con la lettura della lettera-appello di Valdo Cozzi, portavoce di “Maddalena Vive”.
Cozzi ha scelto una formula particolare, rivolgendosi idealmente alle nuove generazioni con un'introduzione semplice e fortemente simbolica: «Cari e care nipoti».
Da lì è iniziato un viaggio nella memoria della Maddalena, partendo dalla Pizzeria Maddalena e dall'antica Locanda della Stazione di Posta.
«Fino a non molto tempo fa, al civico 158 di via Molino a Vento ci si incontrava alla Pizzeria Maddalena», ha ricordato Cozzi, riportando alla memoria «l'ottocentesca Locanda della Stazione di Posta», la vecchia stalla successivamente trasformata in uno storico ingrosso di salumi e la presenza del signor Michele, il benzinaio.
Piccoli frammenti della storia quotidiana del quartiere che, messi uno accanto all'altro, compongono il mosaico della memoria collettiva di una comunità.
«Ricordiamo la fresca brezza del giardino»
Nella lettera emerge anche un ricordo legato alle estati trascorse nel rione.
«Tutti noi ricordiamo con nostalgia la fresca brezza del giardino della pizzeria nelle lunghe sere d'estate», ha scritto Cozzi.
Oggi, secondo il comitato, di quella storia resta uno spazio il cui futuro deve ancora essere deciso definitivamente dal punto di vista della battaglia civica che “Maddalena Vive” intende portare avanti.
«L'ex Stazione di Posta e gli alberi retrostanti sono stati purtroppo già abbattuti, ma lo spazio della piazzetta si può ancora salvare», sostiene il portavoce.
Ed è proprio quel «si può ancora salvare» a rappresentare il cuore dell'iniziativa.
Il timore di un parcheggio recintato
La preoccupazione espressa dal comitato riguarda la possibile destinazione della piazzetta a parcheggio.
«Il futuro della piccola piazzetta pare già segnato: pare la vogliano destinare a parcheggi recintati», afferma Cozzi nella lettera.
Il portavoce utilizza quindi parole particolarmente dure per descrivere lo scenario temuto: «La Maddalena perderebbe così ancora un altro pezzetto, sbarrato alla cittadinanza, trasformato in una vera e propria bomba di cemento e calore nel cuore del rione».
Si tratta della posizione espressa dal comitato, che attraverso il presidio chiede che venga presa in considerazione una destinazione completamente differente.
La proposta della permuta con via del Veltro
“Maddalena Vive” non si limita alla protesta, ma avanza anche un'ipotesi concreta.
Secondo quanto illustrato durante l'iniziativa, si potrebbe valutare una permuta con immobili pubblici diroccati presenti in via del Veltro, con l'obiettivo di rendere pubblica la piazzetta di via Molino a Vento.
«Si sarebbe potuta, e ancora si potrebbe, rendere pubblica questa piazzetta attraverso una permuta, uno scambio, con gli immobili diroccati di via del Veltro di proprietà pubblica, restituendo respiro al rione», sostiene Cozzi.
È questa la proposta che il comitato mette sul tavolo, chiedendo che venga valutata come possibile strada per preservare l'area e destinarla alla comunità.
«Ci rifiutiamo di vedere la Maddalena ridotta a un rione dormitorio»
Il messaggio assume quindi una dimensione più ampia rispetto al destino di una singola piazzetta.
«Amiamo la Maddalena e ci rifiutiamo di vederla ridotta a un rione dormitorio», afferma Cozzi.
Per il comitato, la difesa dello spazio di via Molino a Vento diventa così il simbolo di una battaglia più generale per la qualità urbana del quartiere.
«Vogliamo più verde urbano per contrastare l'isola di calore, promuovere relazioni umane autentiche, stili di vita sani ed ecologici. Abbiamo bisogno di spazi comunitari di qualità per costruire benessere collettivo».
Una richiesta che intreccia quindi ambiente, socialità e vivibilità.
Un messaggio affidato alle future generazioni
La parte conclusiva della lettera riporta il discorso proprio alle persone alle quali Cozzi ha scelto simbolicamente di rivolgersi: i giovani e i nipoti della Maddalena.
«Care e cari nipoti, pretendete, e pretendiamo insieme a tutti gli abitanti, il diritto a un rione vivo, verde e a misura di persone».
Poi la frase destinata a diventare il manifesto della mattinata:
«Perché il vostro futuro non è soltanto quello che oggi costruiremo. È anche quello che sceglieremo di non distruggere».
Parole con le quali il presidio di via Molino a Vento consegna alla città una questione che, per “Maddalena Vive”, supera i confini della singola area: quanto valgono oggi, in un quartiere, pochi metri quadrati capaci di diventare verde, ombra, incontro e comunità?
Per il comitato la risposta è inequivocabile: abbastanza da mobilitarsi per provare a salvarli.
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