Lorenzo Giorgi attacca: “La sinistra esulta a vuoto, in Ungheria non esiste”

Intervento deciso e senza mezzi termini quello di Lorenzo Giorgi, che ha commentato l’esito delle recenti elezioni in Ungheria, soffermandosi sia sul risultato politico sia sulle reazioni registrate in Italia.
“È un’ottima notizia”, afferma Giorgi, sottolineando come il voto abbia segnato “un passaggio importante” con l’affermazione di Péter Magyar, espressione di una linea di centrodestra alternativa rispetto a quella di Viktor Orbán.
“Un centrodestra diverso, ma solido”
Secondo Giorgi, si tratta di una proposta politica “ferma su sicurezza, immigrazione e difesa”, ma allo stesso tempo “più incline al dialogo con l’Unione Europea” e collocata nel solco del Partito Popolare Europeo.
Una posizione che, osserva, “nel nostro contesto potrebbe ricordare una corrente interna a Forza Italia”.
Da qui la distinzione che l’esponente evidenzia con forza: “Il governo torna a essere centrodestra, e non destra-centro. Una differenza che non è solo semantica, ma profondamente politica”.
Le critiche alla sinistra italiana
Nel suo intervento, Giorgi non risparmia critiche alla sinistra italiana, definendo “quantomeno fantasiosa” la lettura di chi avrebbe esultato per il risultato elettorale.
“Matteo Renzi, Elly Schlein e compagnia festeggiano come se avesse vinto la loro area politica”, osserva, parlando di una reazione che “farebbe sorridere per quanto è tragicamente assurda”.
Secondo Giorgi, si tratta di un atteggiamento che “nasconde la pochezza dei nostri esponenti sinistri in Italia”.
Il riferimento a Ilaria Salis
Nel post viene citata anche Ilaria Salis, con un passaggio diretto sul piano giudiziario: “Con questo contesto politico è evidente che dovrà affrontare il percorso giudiziario in Ungheria per le accuse che la riguardano”.
Giorgi critica l’uso politico della vicenda, definendolo “semplicemente fuori dalla realtà”.
“Sinistra marginale per ragioni storiche”
Uno dei punti centrali dell’analisi riguarda il ruolo della sinistra in Ungheria, che Giorgi descrive come “marginale, pressoché inesistente”, collegando questa situazione alla storia del Paese.
“Chi ha vissuto una dittatura comunista ha sviluppato un rigetto profondo verso quel modello”, afferma, invitando a comprendere questo dato senza strumentalizzazioni.
I numeri del voto
Giorgi richiama infine la distribuzione dei seggi, evidenziando l’assenza totale della sinistra dal Parlamento:
135 seggi al partito di centrodestra nazionalista Tisza
57 al partito di destra sovranista Fidesz (Orbán)
7 al partito di destra euroscettico Mi Hazánk
0 alla sinistra
“Serve una riflessione seria”
Il commento si chiude con un invito rivolto alla politica italiana: “Più che festeggiare a sproposito, servirebbe una riflessione seria. Politica, prima ancora che ideologica”.
Un messaggio che punta a stimolare un confronto più concreto e meno simbolico sul piano politico.
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