Lavoro e intelligenza artificiale, Marega (Cgil Trieste) avverte: “Va governata, non subita” (VIDEO)

L’intelligenza artificiale entra con forza nel dibattito sul lavoro e diventa uno dei temi centrali del primo maggio 2026. A parlarne, nel corso della diretta, è stato Massimo Marega, segretario provinciale della Cgil Trieste, che ha indicato una linea netta: la tecnologia può essere una risorsa, ma solo se governata con regole, tutele e percorsi di accompagnamento per lavoratrici e lavoratori.
Una trasformazione veloce e già in corso
Marega ha spiegato che l’intelligenza artificiale sta già producendo cambiamenti nel mondo del lavoro, con una velocità definita senza precedenti. Il tema, secondo il segretario Cgil, non è fermare la tecnologia, ma decidere come governarla e soprattutto chi debba governare questi processi.
La posizione espressa è chiara: la tecnologia dovrebbe essere messa a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori per migliorare la qualità del lavoro, non diventare soltanto uno strumento di sostituzione.
Il caso dei call center
Tra gli esempi citati da Marega c’è quello dei call center, settore nel quale si sta assistendo alla sostituzione di lavoratrici e lavoratori attraverso sistemi di intelligenza artificiale. Un passaggio che rende concreto il tema e mostra come il cambiamento non sia più una prospettiva futura, ma una dinamica già presente.
Secondo Marega, proprio per questo servono norme e politiche capaci di accompagnare chi rischia di essere escluso o penalizzato dalle nuove tecnologie.
Norme, limiti e riqualificazione
Il segretario provinciale della Cgil ha insistito sulla necessità di una legislazione capace di porre limiti all’utilizzo dell’intelligenza artificiale in alcuni ambiti. L’obiettivo non è impedire l’innovazione, ma fare in modo che essa venga integrata nel lavoro in modo equilibrato.
Accanto alle regole, Marega ha richiamato anche l’importanza dei percorsi di riqualificazione. Le lavoratrici e i lavoratori devono essere accompagnati verso nuove competenze, nuove mansioni e nuove possibilità professionali.
Una sfida politica e sociale
Per Marega, la gestione dell’intelligenza artificiale non può essere lasciata solo alle imprese o al mercato. Serve una responsabilità politica, in grado di produrre norme a tutela del lavoro. Il tema riguarda la qualità dell’occupazione, la sicurezza economica delle persone e la possibilità di costruire un futuro lavorativo più giusto.
Nel quadro del primo maggio, l’intelligenza artificiale diventa quindi uno dei simboli più evidenti della trasformazione in corso: una tecnologia che può migliorare il lavoro, ma che rischia di indebolirlo se non viene regolata.
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