Il Comitato Palestina in piazza Unità: Focus sulla fornitura di armi italiane in zone di conflitto (VIDEO)

TRIESTE - L'ultima manifestazione del ‘Comitato Palestina’ in Piazza Unità che si è tenuta nella giornata di ieri, mercoledì 25 gennaio, ha sollevato importanti preoccupazioni riguardo alla vendita di armi italiane in aree di conflitto, in particolare verso Israele. Durante l'evento, sono stati divulgati dati specifici attraverso i giornali nazionali per mettere in luce le implicazioni etiche e legali di tali forniture.
Una parte del dibattito si è concentrata sulla decisione dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù del Vaticano di rifiutare una donazione di 1,5 milioni di euro da Leonardo Spa. Questo rifiuto ha una valenza simbolica in quanto l'azienda è percepita come produttrice di armamenti, nonostante le loro affermazioni che negano la produzione di sistemi offensivi.
Un evento rilevante citato dal Comitato è stata la cerimonia del 13 settembre 2022 a Haifa, durante la quale la Marina israeliana ha accettato gli ultimi cannoni 76/62 Super Rapido, prodotti da Leonardo, per le proprie corvette. Questo episodio contraddice le affermazioni di Leonardo Spa riguardo alla natura non offensiva dei loro prodotti e solleva dubbi sulla dimensione reale delle esportazioni militari italiane.
Il gruppo ha anche sottolineato una presunta violazione della legge 185/90, che stabilisce che l'esportazione, l'importazione e il transito di materiale bellico devono essere conformi alla politica estera e di difesa italiana, nel rispetto dei principi costituzionali che respingono la guerra. L'implicazione di Leonardo Spa in queste forniture di armamenti è stata denunciata come un esempio di tale violazione.
Infine, l'associazione del Comitato Palestina con l'Osservatorio The Weapon Watch ha evidenziato ulteriormente le preoccupazioni riguardo all'impegno di Leonardo nell'ambito della produzione di droni, compresi quelli a scopo militare, a Ronchi dei Legionari. Il Comitato ha espresso un forte dissenso nei confronti della politica del Governo italiano e dell'azienda, accusandoli di supportare nazioni coinvolte in crimini di guerra, in violazione delle leggi nazionali e dei principi costituzionali.
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