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Politica

Giacomelli replica a Schiavone: "No a Piazza della Libertà trasformata in un accampamento di disperati bisognosi di tutto"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Claudio Giacomelli
 
"Siamo lontani mille miglia del mondo che immagina Gianfranco Schiavone dell'ics. Così si è espresso Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale in merito alla nota che Gianfranco Schiavone dell'ICS ha emanato per rispondere alle dichiarazioni di Lorenzo Tamaro del SAP. Bene ha fatto Tamaro, continua l'esponente di Fratelli d'italia, a richiamare l'attenzione delle istituzioni sul fenomeno ormai dilagante dell'immigrazione clandestina che arriva in città dalla rotta balcanica. La città che noi vogliamo, continua Giacomelli, non comprende Piazza della Libertà trasformata in un accampamento di disperati bisognosi di tutto, non prevede decine e decine di ragazzi che escono dai boschi e scendono in città in autobus impedendo alle famiglie dell'altopiano di utilizzare il trasporto pubblico. Non prevede strutture sovraffollate come il campo di Prosecco con altri disperati che dormono all'addiaccio. E, con buona pace del signore Schiavone, che incassa ingenti fondi statali per la gestione degli immigranti, la nostra città non può nemmeno diventare terreno di scontro di bande di soggetti che si azzuffano e si accoltellato per il controllo del territorio e delle zone di spaccio. Bene fa Schiavone a richiamare la legalità.
Ma legalità non è far entrare chiunque. Legalità, insiste Giacomelli, è il rispetto delle leggi internazionali che impongono alla Slovenia di accogliere e mantenere gli immigrati che arrivano da lei attraverso la rotta balcanica. Legalità vuol dire che un paese deve farsi carico delle navi che battono la sua bandiera e che non possono scorrere nel Mediterraneo scaricando immigrati dove preferiscono. Legalità è rispetto per il decoro, per l'ordine e per le leggi del Paese che ti ospita, magari contribuendo al tuo mantenimento con qualche lavoretto di pubblica utilità. Sono, pertanto, conclude Giacomelli, a fianco delle forze dell'ordine che sono chiamate ad affrontare una situazione diventata insostenibile. Dobbiamo rafforzare i presidi di prevenzione e controllo sul territorio e dobbiamo riprendere il dialogo con la Slovenia per i rimpatri previsti
dalle norme. Se qualche tribunale ha trovato il cavillo giuridico per impedirli il legislatore deve immediatamente intervenire per garantire la più corretta copertura giuridica per gli operatori in prima fila".

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