Trieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»

È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’assessora Elisa Lodi.
Un momento dedicato alla memoria del giovane ucciso negli anni Settanta, ma anche un’occasione per rilanciare un messaggio rivolto in particolare alle nuove generazioni: difendere la libertà di espressione e respingere la violenza politica, indipendentemente dalle idee professate.
A sottolineare il significato dell’iniziativa sono stati Dennis Conte e Nicole Matteoni, intervenuti al termine della cerimonia.
Conte: «Tanto lavoro dietro questa intitolazione»
Dennis Conte ha evidenziato il percorso che ha portato all’intitolazione della palestra, definendola il risultato di un lavoro importante svolto a livello circoscrizionale.
«Per noi è un grandissimo valore, c'è tanto lavoro dietro», ha spiegato. La scelta di legare il nome di Ramelli proprio alla palestra di una scuola assume, nelle intenzioni dei promotori, un significato particolare.
L'obiettivo, ha sottolineato Conte, è quello di sensibilizzare i giovani e l'intera cittadinanza, affinché episodi di violenza legati alle idee politiche non abbiano più a ripetersi.
«La libertà di parola è un valore fondamentale»
Al centro dell'intervento di Conte c'è soprattutto il tema della libertà di espressione.
Richiamando la vicenda di Ramelli, Conte ha ricordato il clima di forte contrapposizione degli anni Settanta e ha posto l'accento sulla necessità che la scuola rimanga un luogo nel quale ogni ragazzo possa esprimere le proprie opinioni senza paura di essere isolato.
«La libertà di parola è un valore fondamentale della nostra Repubblica», ha affermato.
Secondo Conte, il messaggio dell'intitolazione non deve però rimanere confinato alla memoria storica. Il tema riguarda anche il presente e il rapporto dei giovani con il confronto e con la possibilità di manifestare liberamente le proprie idee.
Un messaggio rivolto soprattutto agli studenti
La collocazione della targa all'interno di una struttura scolastica assume quindi un valore simbolico preciso. Non soltanto ricordare una pagina drammatica del passato, ma trasformare quella memoria in un messaggio rivolto agli studenti di oggi.
Per Conte è necessario evitare che un giovane possa sentirsi emarginato o additato a causa delle proprie opinioni. Da qui la volontà di lasciare attraverso l'intitolazione un segnale permanente all'interno della scuola.
Matteoni: «Siamo un'unica comunità umana»
Nicole Matteoni ha posto l'accento sulla necessità di costruire una memoria capace di andare oltre le appartenenze.
«Il valore è quello di ricordare che siamo un'unica comunità umana», ha dichiarato, sottolineando come le persone possano avere idee differenti, ma queste debbano essere sempre rispettate.
Per Matteoni, ricordare quanto accaduto negli anni della violenza politica significa soprattutto impedire che dinamiche analoghe possano ripetersi.
«Dobbiamo ricordare anche il passato affinché non avvengano più certe barbarie», ha spiegato.
«Ramelli era un ragazzo di 18 anni»
Nel suo intervento Matteoni ha ricordato soprattutto la giovane età di Sergio Ramelli.
Ha quindi ricostruito la vicenda del tema scritto dal ragazzo e le conseguenze che, secondo quanto ricordato durante l'intervista, seguirono alla sua presa di posizione.
Matteoni ha richiamato poi l'aggressione subita da Ramelli, soffermandosi sulla sproporzione e sulla violenza dell'agguato.
Il punto centrale del suo intervento resta però il diritto di ciascuno ad avere idee differenti: nessuna divergenza politica può trasformarsi in una giustificazione per la violenza.
La condanna delle scritte apparse alla Don Milani
Matteoni ha inoltre fatto riferimento alle scritte comparse nei giorni precedenti all'esterno della scuola Don Milani, esprimendo una netta condanna.
«Condanno fermamente le scritte che sono apparse l'altra sera fuori dalla Don Milani», ha dichiarato.
Secondo Matteoni, proprio la giovane età di Ramelli dovrebbe contribuire a spostare il significato della commemorazione dalla contrapposizione politica al rifiuto della violenza.
Il richiamo anche alle vittime di sinistra
Nel suo intervento Matteoni ha voluto infine allargare esplicitamente il ragionamento alle altre vittime della stagione della violenza politica.
Ha ricordato come negli stessi anni abbiano perso la vita anche giovani appartenenti alla sinistra, ribadendo la necessità di una condanna che non cambi in base all'appartenenza politica delle vittime.
È questo il messaggio che la cerimonia alla Don Milani vuole consegnare soprattutto agli studenti: la memoria non come terreno di nuove divisioni, ma come strumento per affermare il rispetto delle idee, il confronto democratico e il rifiuto di qualsiasi forma di violenza politica.
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