Friuli Venezia Giulia, morto Paolo Barbina: Serracchiani, «Medico che ha lasciato un segno»

Dolore e cordoglio per la scomparsa di Paolo Barbina, direttore del Centro regionale unico per l’amianto (Crua) di Monfalcone e presidente della Commissione regionale amianto.
A ricordarlo è la deputata Debora Serracchiani, già presidente del Friuli Venezia Giulia, che sottolinea il ruolo centrale avuto da Barbina nella medicina del lavoro regionale e nella costruzione di un sistema più efficace di tutela rispetto al rischio amianto.
«Un punto di riferimento per la medicina del lavoro regionale»
«Sono dolorosamente colpita dalla scomparsa del dottor Barbina, che è stato un punto di riferimento per la medicina del lavoro regionale e in particolare il pilastro umano e professionale su cui è sorto nel 2016 il Centro Regionale Unico per l'Amianto», afferma Serracchiani.
Un ricordo che unisce il valore professionale a quello umano, mettendo in evidenza il contributo dato da Barbina alla sanità regionale.
«Ha lasciato un segno»
La deputata dem insiste soprattutto sull’eredità lasciata dal medico.
«Barbina è uomo e un medico che ha lasciato un segno», sottolinea Serracchiani, richiamando poi i risultati ottenuti nel campo della prevenzione e della sorveglianza sanitaria.
«Ribadisco con gratitudine e commozione che il suo lavoro ha fatto fare passi avanti al Friuli Venezia Giulia nella semplificazione delle procedure e nella vigilanza sanitaria riguardanti le bonifiche da amianto».
Il cordoglio ai familiari, ai colleghi e alle associazioni
Il messaggio si chiude con un pensiero rivolto a chi ha condiviso con Barbina il percorso personale e professionale.
«Il mio cordoglio va ai congiunti, ai colleghi e alle associazioni degli esposti amianto», conclude Serracchiani.
Una testimonianza che restituisce il profilo di un medico legato a uno dei temi più delicati per il territorio regionale e che, attraverso il proprio lavoro, ha contribuito a rafforzare strumenti, controlli e tutele nel campo dell’amianto.
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