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Politica

Elisa Moro: “Più presidi sociali contro la devianza”, Barbara Odorico: “Serve certezza della pena” (VIDEO)

Luca Marsi·
Elisa Moro: “Più presidi sociali contro la devianza”, Barbara Odorico: “Serve certezza della pena” (VIDEO)

Sicurezza urbana, immigrazione, disagio giovanile e prospettive politiche verso le amministrative del 2027. Sono stati questi i temi centrali del confronto andato in onda su Trieste Cafe tra Elisa Moro, coordinatrice provinciale di Sinistra Italiana e co-coordinatrice provinciale di AVS, e Barbara Odorico, vicepresidente della sesta circoscrizione ed esponente di Forza Italia. A condurre la trasmissione il direttore Luca Marsi.

Nel corso della diretta il primo tema affrontato è stato quello della sicurezza cittadina, partendo dagli episodi di risse, accoltellamenti, vandalismi e tensioni segnalati negli ultimi giorni tra centro città, periferie e perfino il cimitero di Sant’Anna.

Elisa Moro ha parlato di un problema composto sia da percezione che da elementi concreti. “C’è sicuramente una percentuale di percezione della sicurezza, influenzata anche dagli episodi di cronaca”, ha spiegato, sottolineando però anche l’esistenza di dati oggettivi legati all’aumento delle denunce e della devianza giovanile.

Secondo la rappresentante di AVS, uno degli aspetti più preoccupanti riguarda proprio il coinvolgimento di ragazzi molto giovani nei fatti di cronaca. “Dobbiamo affrontare questa situazione non solo dal punto di vista della repressione”, ha dichiarato Moro, insistendo sulla necessità di rafforzare i presidi sociali, socio-sanitari e le attività di prevenzione, soprattutto rispetto all’abuso di alcol tra i minori.

Barbara Odorico ha invece posto l’attenzione sul disagio giovanile emerso negli ultimi anni, collegandolo anche agli effetti del periodo Covid e alla difficoltà di scuola e famiglie nell’intercettare situazioni problematiche.

“Una società che non investe sui giovani non investe sul futuro dello Stato stesso”, ha affermato l’esponente di Forza Italia, sostenendo però la necessità di strumenti più incisivi contro chi commette reati.

Odorico si è detta favorevole alla certezza della pena e a una revisione dell’impunibilità per i minori coinvolti in episodi gravi. “Forse soltanto capendo che fare qualcosa di grave comporta una pena vera riusciamo a fermarli”, ha dichiarato, precisando comunque di non immaginare il carcere come semplice reclusione punitiva ma come percorso riabilitativo.

Elisa Moro ha replicato esprimendo contrarietà all’idea di abbassare l’età della punibilità. Secondo la coordinatrice provinciale di Sinistra Italiana, la sola repressione rischierebbe di aumentare frustrazione e rabbia nei giovani coinvolti.

“Penso che sia molto più importante creare un patto tra associazioni, terzo settore, scuola e famiglie”, ha spiegato Moro, sottolineando come il fenomeno riguardi anche ragazzi provenienti da contesti economici agiati e non soltanto situazioni socialmente svantaggiate.

Il confronto si è poi spostato sul tema dell’immigrazione, indicato da entrambe come uno degli argomenti destinati a pesare nella futura campagna elettorale per le amministrative.

Barbara Odorico ha parlato della necessità di distinguere tra immigrazione integrata e immigrazione clandestina. “Se una persona vuole integrarsi, lavorare e vivere rispettando le regole è giusto che possa stare nel nostro Paese”, ha dichiarato, criticando però l’immigrazione incontrollata e la presenza di persone che stazionano in città senza punti di riferimento.

Secondo l’esponente di Forza Italia, il fenomeno genera tensioni anche per le difficoltà economiche vissute da molte famiglie italiane. “Sarà molto difficile politicamente discutere di questo tema”, ha aggiunto.

Elisa Moro ha invece sostenuto la necessità di affrontare il fenomeno partendo dalla gestione dell’accoglienza e dalla creazione di strutture di supporto temporaneo per chi arriva in città lungo la rotta balcanica.

“Non lasciare queste persone in strada o nei magazzini di Porto Vecchio”, ha dichiarato Moro, proponendo la creazione di strutture di bassa soglia e percorsi di integrazione sociale.

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