“Diritti sotto attacco, ma il silenzio è assordante”: a Trieste incontro per discutere dei referendum

Un dibattito pubblico per ricordare la storia del Primo Maggio e rilanciare l'attenzione sui referendum del lavoro promossi dalla CGIL, ignorati dai grandi media e dall’agenda politica nazionale. È questo l’obiettivo dell’incontro in programma giovedì 8 maggio alle 18.00 a Trieste, presso la Casa del Popolo “Antonio Gramsci” di via Ponziana 14 (1° piano), organizzato dal Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
“Dalla nascita del Primo Maggio ai referendum della CGIL” è il titolo dell'iniziativa, che vedrà la partecipazione di Stefano Borini, segretario generale SPI CGIL Trieste, Nicola Dal Magro, segretario generale NIDiL CGIL Trieste, e Daniele Dovenna, della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista. A presiedere e moderare l’incontro sarà Erika Innendhorfer, del direttivo FIOM Trieste.
Riflettori puntati su lavoro, precariato e dignità
Durante l’incontro si ripercorrerà la storia delle lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici in Italia, un percorso che affonda le radici proprio nella giornata dell’1 maggio e che ancora oggi continua a interrogare la società. Ma sarà anche l’occasione per approfondire il contenuto dei quattro quesiti referendari proposti dalla CGIL, che verranno sottoposti al voto nelle giornate di domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025.
Il silenzio mediatico attorno ai referendum, secondo gli organizzatori, rappresenta una grave lacuna democratica, soprattutto in un momento in cui si moltiplicano i segnali di fragilità nei diritti e nelle tutele delle fasce più vulnerabili del mondo del lavoro.
Verso l’appuntamento elettorale: “Serve informazione, non rassegnazione”
L’evento si propone dunque come spazio di informazione e confronto, aperto alla cittadinanza, per contrastare quella che viene definita dagli organizzatori “l’indifferenza istituzionale” rispetto a temi cruciali come salario minimo, precarietà, licenziamenti illegittimi e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Un’occasione per ricordare che il diritto al lavoro non è scontato, ma va difeso, conosciuto e soprattutto esercitato con consapevolezza.
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