mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

Crisi StarTech, Sinistra Italiana: “Basta fumo e rinvii, il piano da 45 milioni è un rischio enorme per Trieste.”

Luca Marsi·
Crisi StarTech, Sinistra Italiana: “Basta fumo e rinvii, il piano da 45 milioni è un rischio enorme per Trieste.”

“Quello uscito dal tavolo StarTech al Mimit non è un aggiornamento rassicurante. È, ancora una volta, un quadro fatto di promesse, rinvii e nessuna certezza concreta. Se un piano industriale da 45 milioni di euro si regge su investitori che nessuno conosce, su lettere di intenti non vincolanti e su impegni ancora tutti da dimostrare, allora non siamo davanti a una prospettiva solida, ma a un rischio enorme per lavoratrici, lavoratori e per il futuro industriale di Trieste”.

Lo dichiarano Emanuel Oian, responsabile lavoro di Sinistra Italiana Friuli Venezia Giulia, ed Elisa Moro, segretaria di Sinistra Italiana Trieste, dopo il tavolo di crisi su StarTech al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Il pagamento degli stipendi, peraltro dopo ritardi già subiti, non può essere presentato come una concessione. È un diritto. E il riconoscimento del 5% in più non cancella il problema politico e industriale di fondo: oggi non ci sono ancora nomi, capitali certi, partner industriali identificabili, né garanzie reali sulla continuità produttiva. I lavoratori non possono vivere appesi alle dichiarazioni dell’azienda e ai prossimi tavoli convocati a distanza di settimane”.

Secondo Oian e Moro, “la vicenda StarTech dimostra ancora una volta quanto sia fragile una politica industriale lasciata interamente alle promesse dei privati, senza una regia pubblica forte, senza trasparenza e senza strumenti di controllo efficaci. Trieste e il Friuli Venezia Giulia non possono permettersi l’ennesima crisi gestita a posteriori, quando i nodi sono già esplosi e le persone hanno già pagato il prezzo dell’incertezza”.

“Serve una posizione chiara da parte di Regione e Governo. Il prossimo incontro del 3 giugno non può essere l’ennesima tappa interlocutoria. L’azienda deve presentare documenti, investitori, impegni finanziari verificabili e un cronoprogramma industriale credibile. In assenza di questi elementi, le istituzioni devono smettere di limitarsi al monitoraggio e aprire una discussione seria sugli strumenti pubblici necessari a difendere occupazione, competenze e continuità produttiva”.

“Non basta dire che si vuole tutelare il lavoro. Bisogna decidere da che parte stare. Dalla parte di chi lavora significa pretendere trasparenza, impedire giochi societari opachi, vincolare ogni eventuale sostegno pubblico alla salvaguardia occupazionale, alla qualità del lavoro e a una produzione compatibile con gli interessi del territorio”.

“StarTech è una vertenza aziendale simbolo anche per il tipo di prodotti elettronici che produce e che rappresentano un settore strategico. La vertenza poi rappresenta una questione politica perchè riguarda il modello di sviluppo che vogliamo per Trieste: un territorio ridotto a contenitore passivo di operazioni finanziarie incerte, oppure una città capace di difendere industria, lavoro qualificato, innovazione e controllo democratico sulle scelte strategiche. Per Alleanza Verdi e Sinistra la risposta è netta: il lavoro non si tutela con il fumo, ma con investimenti veri, responsabilità e regia pubblica assieme al rilancio occupazionale”.

 

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