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Politica

“Complici del migranticidio”: attacco durissimo di Rifondazione dopo infarto di un migrante

Luca Marsi·
“Complici del migranticidio”: attacco durissimo di Rifondazione dopo infarto di un migrante

Una frase netta, dura, senza giri di parole: “La non accoglienza produce morte e malattie.”
È questo il cuore del messaggio diffuso nelle ultime ore da Gianluca Paciucci, per il Partito della Rifondazione Comunista – Trieste, dopo un episodio che riaccende con forza il dibattito cittadino sull’emergenza migranti e sulle condizioni dei cosiddetti “transitanti”.

Secondo quanto riferito nel comunicato, una persona migrante di 43 anni, proveniente dal Nepal, sarebbe stata colpita da infarto oggi intorno alle 14.00. L’uomo risulta ora ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Cattinara. Dal partito arriva l’auspicio che possa sopravvivere, ma anche la denuncia di un contesto ritenuto “insostenibile”.

Il racconto: malessere già in Questura e “procedure senza successo”

Nel testo, Rifondazione sostiene che il 43enne si sarebbe sentito male già venerdì, mentre si trovava in Questura, impegnato in pratiche legate alla sua posizione burocratica.

Paciucci cita inoltre una ricostruzione attribuita a ICS, secondo cui l’uomo “accusava da giorni forti dolori al petto”, avrebbe ricevuto una prima visita in un centro diurno e stava tentando “senza successo” di avviare la procedura di asilo. Nel comunicato viene anche riportato che gli operatori legali avrebbero inviato una segnalazione via PEC in data 31 dicembre.

Rifondazione definisce l’intero quadro “inquietante” e insiste sul fatto che questi episodi non possono essere trattati come emergenze sporadiche, ma come conseguenza di una condizione strutturale.

Il collegamento con i decessi di fine 2025: “Situazioni estreme, soprattutto col freddo”

Paciucci inserisce quanto accaduto in un contesto più ampio: nel comunicato vengono ricordati quattro morti avvenuti a fine 2025 tra Trieste, Udine e Pordenone, sostenendo che la regione e la città starebbero affrontando una situazione che diventa drammatica con l’inverno.

La denuncia è chiara: molti richiedenti asilo e persone in transito, secondo il partito, vivrebbero in condizioni “terribili” e “estreme”, con esposizione al gelo e alle intemperie.

La richiesta: “Locali adeguati subito”. E torna il tema dell’ex mercato di via Gioia

La parte più politica del comunicato è anche la più concreta: Rifondazione chiede l’apertura immediata di spazi adeguati, già dalle prime settimane del 2026, per garantire riparo, cure mediche e cibo in condizioni dignitose.

Nel testo viene citata in modo esplicito una proposta: aprire l’ex mercato coperto di via Gioia. La domanda posta è diretta, quasi provocatoria: “Perché non lo si fa?”

Paciucci sottolinea inoltre come, già oggi, una parte rilevante del sostegno venga assicurata dalle associazioni, anche in aree come Piazza Libertà e altri punti della città.

Il passaggio più duro: “Complici del migranticidio”. Ma anche l’appello: “Un sussulto di umanità”

È nel finale che il tono si fa più aspro. Rifondazione afferma che le autorità che non agirebbero in questa direzione sarebbero “complici del migranticidio” (termine usato nel comunicato come denuncia politica).

Ma nella stessa chiusura, il partito lascia uno spiraglio: le istituzioni, si legge, “possono sempre riscattarsi” e avere un “sussulto di umanità”. Da qui l’appello lanciato “a voce alta”, dichiarando una “residuale fiducia” nella possibilità che qualcosa cambi.

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