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Politica

Comitato Triestino a Difesa della Costituzione: "TORNIAMO AL PROPORZIONALE!!"

Luca Marsi·
PUBBLICHIAMO DA  Comitato Triestino a Difesa della Costituzione
 
Il Comitato Triestino a Difesa della Costituzione lancia l’allarme sul sistema elettorale e
sul tentativo di destrutturare la Repubblica, attraverso l’autonomia differenziata.
In primo piano i rischi della vigente legge elettorale per la Camera e il Senato. Infatti con
il Rosatellum il partito o la coalizione vincente ha la concreta possibilità di accaparrarsi i 2/3
dei seggi del Parlamento anche con una percentuale di voti inferiore a 1/3 del totale dei votanti.
Una minoranza potrà cambiare la Costituzione senza referendum, eleggere un Presidente della
Repubblica amico del vincitore, determinare la composizione della Corte Costituzionale e del
Consiglio Superiore della Magistratura.
La riforma costituzionale che ha tagliato di ben 1/3 il numero dei parlamentari ha aggravato
questi pericoli. Inoltre il Rosatellum produce in larga parte un Parlamento di nominati, perché si
continua a non prevedere la possibilità di esprimere preferenze e i territori non sono ugualmente
rappresentati in relazione alla popolazione residente. Il nostro è uno di questi.
Per questo il Comitato a Difesa della Costituzione di Trieste, di concerto con quello
Nazionale e decine di altri Comitati in tutto il paese, sostiene i ricorsi dell’Avvocato Felice
Besostri per l’ incostituzionalità del Rosatellum. L’obiettivo è una legge elettorale
costituzionale, la cui costituzionalità sia verificata PRIMA di usarla per votare, evitando il
pericoloso paradosso - già visto - di una maggioranza parlamentare eletta con una legge
incostituzionale che si permette di modificare la Costituzione per perpetuare il suo potere.
Per sostenere l’iniziativa dell’Avvocato Besostri anche economicamente, abbiamo
avviato una raccolta dei fondi necessari sul sito “rete del dono”.
Secondo motivo di gravissimo allarme per la nostra democrazia costituzionale e per l’unità
della Repubblica è la sciagurata ipotesi dell’autonomia differenziata. Di questa possibilità si
avvalgono, per ora, i Presidenti di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, appellandosi agli art.116
e 117 della Costituzione, riformati in modo avventuristico e confuso nel 2001. Altre regioni hanno
già predisposto le loro richieste al Governo per ottenere le medesime prerogative.
La pandemia da Covid 19 sta mettendo in luce impietosamente la frantumazione del sistema
sanitario che ha contribuito ad oltre 110mila decessi e che mostra le inefficienze localistiche delle
vaccinazioni, somministrate con differenti modalità a seconda delle regioni. Lo stesso drammatico
scenario si delinea in tema di rapporti internazionali, tutela e sicurezza del lavoro, istruzione,
servizio sanitario pubblico, grandi infrastrutture e molte altre materie.
Purtroppo il Governo Draghi ripropone il testo dell’accordo di autonomia differenziata con
Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, nel recente Dpef: è quindi altissimo il rischio che il
governo attuale lo riconsegni quale allegato alla finanziaria 2022. Sarebbe un colpo definitivo alla
Repubblica una e indivisibile dell’art.5 della Costituzione. Questo tentativo va fermato con
l’iniziativa popolare, poiché l’abbinamento finanziaria/autonomia differenziata rischia di passare
nella scatola chiusa della legge di bilancio. E non si potrà tornare indietro.
Sostituiamo il Rosatellum con una legge elettorale autenticamente proporzionale,
fermiamo il progetto di autonomia differenziata, salviamo la democrazia parlamentare e
l’unità della nostra Repubblica, frutto dei sacrifici degli italiani protagonisti del Risorgimento
e della Resistenza.

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