mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

CLPT invita i lavoratori a partecipare allo sciopero contro la guerra di sabato

Luca Marsi·

Pubblichiamo da CLPT

"Da un anno e mezzo nel porto di Trieste è in atto una vera e propria campagna di licenziamenti, terrorismo, rappresaglie e vessazioni nei confronti dei lavoratori per “rimetterli al loro posto”. La loro colpa è quella di aver voluto difendere la loro dignità e i loro diritti, anche con le mobilitazioni che si sono susseguite negli anni: per l’applicazione dell’allegato VIII°, contro l’esautorazione di D’Agostino ed il rischio di annullamento delle conquiste ottenute, contro l’obbligo del Green pas per lavorare. E, purtroppo troppo spesso, contro le morti sul lavoro. Lo scopo del clima instaurato in porto è di permettere alle aziende di poter fare quello che vogliono con i lavoratori alla loro mercé per garantire l’operatività del porto, sempre e comunque. Anche a costo di lasciarci la vita. Anche – e forse sopratutto - in caso di guerra. Una guerra in cui l’Italia è sempre più coinvolta e che alcuni stanno pervicacemente tentando di far diventare una guerra mondiale. Con media e politici che hanno già iniziato a parlare apertamente di reintrodurre la leva obbligatoria. Una guerra da cui i lavoratori hanno solo da perdere: per ora con aumenti dei prezzi e repressione sui posti di lavoro, in prospettiva come vittime di attacchi, anche atomici (ricordiamo che il porto di Trieste è un obiettivo strategico, visto che ci passa l’80% del petrolio della Germania) e carne da macello come militari al servizio della NATO. Per questo invitiamo i lavoratori di Trieste e Monfalcone a partecipare allo sciopero del 25 febbraio per dare un segnale forte ai guerrafondai che non siamo disponibili a tirare la cinghia, morire sul lavoro o in guerra per tutelare i loro sporchi interessi."

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