Cisint (Lega): “Una zona logistica comune UE-Kazakistan nei porti di Trieste e Monfalcone”

Uno dei dossier strategici più rilevanti per il futuro del commercio tra Europa e Asia passa da Trieste e Monfalcone. Durante un importante incontro con una delegazione del governo del Kazakistan tenutosi presso la sede dell’Autorità Portuale del Mare Adriatico Orientale, l’europarlamentare Anna Maria Cisint (Lega/Patriots) ha proposto la creazione di una zona logistica comune tra Unione Europea e Kazakistan, con fulcro proprio nel sistema portuale giuliano.
Il Middle Corridor come alternativa concreta e sicura
L’incontro ha avuto al centro il Middle Corridor, la via intermodale che collega la Cina all’Europa attraverso il Mar Caspio e il Caucaso, sino a raggiungere i porti dell’Alto Adriatico. Secondo Cisint, questa rotta rappresenta una “reale opportunità di crescita per l’Europa”, in grado di rafforzare la connettività continentale e ridurre la dipendenza da percorsi tradizionali esposti a rischi geopolitici.
10 miliardi di investimenti europei già stanziati
L’Unione Europea ha già destinato 10 miliardi di euro per sviluppare e rendere più efficiente il Middle Corridor. Cisint ha ribadito la necessità di vigilare sull’impiego di queste risorse, con l’auspicio di un ulteriore incremento dei fondi, così da potenziare l’attrattività e la funzionalità della rotta in tempi rapidi.
Trieste e Monfalcone, hub strategici per l’ingresso in Europa
Al centro dell’intervento di Cisint, la volontà di vedere Trieste e Monfalcone come punto d’entrata privilegiato dell’Unione Europea. L’europarlamentare ha infatti sottolineato che la creazione di una zona logistica condivisa tra UE e Kazakistan consentirebbe di semplificare le procedure doganali, ma anche di generare valore aggiunto per le economie coinvolte, grazie alla creazione di occupazione, aumento della competitività e sviluppo integrato del territorio.
Un'opportunità che non esclude altri corridoi
Cisint ha chiarito che il Middle Corridor non è in concorrenza con altre rotte emergenti, come l’IMEC (India-Middle East-Europe Corridor), ma si configura piuttosto come un moltiplicatore di possibilità per il traffico commerciale globale. Un’occasione da cogliere per rafforzare il ruolo dell’Alto Adriatico come snodo centrale degli scambi euroasiatici, a vantaggio dell’economia di Trieste, Monfalcone e di tutto il Nordest italiano.
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