Centri islamici irregolari, Cisint tranchant: «Non è diritto di culto, è violazione della legge» (VIDEO)

L’europarlamentare della Lega ed ex sindaco di Monfalcone, Anna Cisint, è intervenuta in diretta per ribadire la sua posizione sul tema dei centri islamici irregolari nella città dei cantieri, dopo le recenti pronunce del Consiglio di Stato.
«Da tempo – ha sottolineato Cisint – assistiamo al gioco delle tre carte di alcune associazioni islamiche che, nonostante le sentenze definitive, continuano a sostenere di avere ragione. La realtà è chiara: tre centri islamici sono stati dichiarati irregolari, e non lo dice Anna Cisint, ma il Consiglio di Stato, il massimo organo della giustizia amministrativa».
L’ex sindaco ha ricordato che il Comune, durante il suo mandato, aveva emesso ordinanze di ripristino dello stato d’uso degli immobili, poiché adibiti a luoghi di culto in aree destinate dal piano regolatore ad altro utilizzo. «Non si tratta di negare il diritto di culto, che è sacrosanto e rispettato – ha aggiunto – ma di affermare che anche le associazioni islamiche devono rispettare le leggi italiane, come tutti».
Cisint ha poi rivendicato i risultati ottenuti: «Quando una delle associazioni ha continuato a violare la normativa nonostante le sentenze, il Comune ha applicato la sanzione prevista, ovvero la requisizione dell’immobile. Il Consiglio di Stato ha confermato la piena legittimità dell’operato del Comune».
L’europarlamentare ha parlato di una questione che non riguarda solo Monfalcone ma l’intero Paese: «In Italia ci sono moltitudini di centri islamici irregolari, con imam poco trasparenti e finanziamenti dall’estero non dichiarati. Non è tollerabile. La legge è uguale per tutti e non può essere piegata ad usi impropri».
Quanto alle intenzioni delle associazioni islamiche di rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Cisint ha commentato con fermezza: «Vedremo cosa accadrà, ma i fatti parlano chiaro: nessun diritto umano è stato violato. Si può pregare liberamente, ma per la preghiera collettiva servono spazi conformi alla legge. Nessun Comune può farsi carico di cercare immobili per interessi privati. Chi vuole restare in Italia deve rispettare le regole italiane».
Infine, Cisint ha richiamato un nodo più ampio: l’assenza di un accordo tra lo Stato italiano e la religione islamica, a differenza di quanto avviene con altre confessioni. «Fino a quando non ci sarà questo passaggio – ha detto – sarà difficile per i sindaci e per le istituzioni garantire un controllo efficace. È un problema che riguarda non solo la legalità urbanistica, ma anche la sicurezza e la coesione sociale del Paese».
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