Caso Fakir, scontro durissimo: Cisint contro l'ANPI, «Parole diffamatorie e inaccettabili»

Si accende il confronto politico a Monfalcone dopo il comunicato diffuso dall'ANPI provinciale di Gorizia sulla morte di Abderrahim Fakir, nel quale l'associazione definisce il decesso come un "assassinio ad opera della Polizia di Stato". Alle dichiarazioni dell'ANPI replica duramente l'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint, che definisce quelle affermazioni "gravi, diffamatorie e inaccettabili".
La posizione dell'ANPI
Nel comunicato pubblicato dall'ANPI provinciale di Gorizia viene espressa una netta condanna per la morte di Abderrahim Fakir, richiamando il ruolo delle forze dell'ordine nella tutela dei diritti delle persone anche durante un TSO (Trattamento sanitario obbligatorio).
L'associazione sostiene inoltre che, qualora determinati comportamenti risultassero assenti o insufficienti, spetti ai dirigenti garantire un'adeguata formazione professionale e umana degli operatori.
La replica di Anna Maria Cisint
L'europarlamentare della Lega respinge con decisione il contenuto del comunicato, sostenendo che l'ANPI abbia già formulato un giudizio di colpevolezza nei confronti degli agenti coinvolti.
«Gravi e diffamatorie le parole dell'ANPI di Monfalcone, che rasentano l'istigazione contro gli agenti in divisa», afferma Cisint.
Secondo l'esponente della Lega, eventuali responsabilità dovranno essere accertate esclusivamente dalla magistratura e non attraverso prese di posizione pubbliche.
"Siamo dalla parte delle forze dell'ordine"
Nel suo intervento, Cisint richiama anche gli scontri avvenuti a Bologna durante le manifestazioni organizzate nei giorni scorsi, sottolineando il ferimento di numerosi agenti di polizia.
«Se vi saranno responsabilità sarà la magistratura ad accertarle. Noi, però, sappiamo da che parte stare: dalla parte delle forze dell'ordine che ogni giorno rischiano la propria vita per garantire la nostra sicurezza e la nostra libertà», conclude l'europarlamentare.
Le dichiarazioni alimentano così il dibattito politico attorno alla vicenda, mentre gli accertamenti sull'accaduto proseguono nelle sedi competenti.
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