Anna Cisint risponde a Fincantieri: “L’azienda deve rispondere delle sue scelte, non può ignorare il territorio”

Torna alta l’attenzione sullo stabilimento Fincantieri di Monfalcone, dopo le dichiarazioni dell’onorevole Anna Maria Cisint (Lega), che invita l’amministratore delegato del gruppo a un dialogo diretto con la città per affrontare in modo concreto le ricadute sociali e territoriali delle scelte industriali.
«Non vi è solo una responsabilità sociale d’impresa in capo all’azienda, ma anche a chi la guida» – ha sottolineato Cisint – «L’amministratore delegato non può sottrarsi all’obbligo di affrontare le conseguenze delle proprie decisioni, soprattutto quando queste incidono su un territorio che ospita il più grande e prestigioso cantiere navale della società».
Secondo la deputata, l’orgoglio nazionale che Fincantieri rappresenta non può trasformarsi in un “salvacondotto per pratiche che allarmano le comunità”, come il rischio di fenomeni legati alla legalità e alle condizioni di lavoro. Cisint ha ribadito che la mancanza di dialogo sui progetti di ampliamento dello stabilimento e sui relativi fabbisogni organizzativi rischia di accentuare la percezione di distanza tra azienda e territorio.
«Non si dialoga con una città solo attraverso lettere aperte» – ha proseguito – «serve un confronto vero, alla pari, capace di approfondire le problematiche e costruire soluzioni condivise. Altrimenti le visioni strategiche rischiano di apparire come disegni distopici se non vengono correttamente gestite e governate».
L’onorevole Cisint ha quindi sollecitato l’apertura di un tavolo istituzionale tra Fincantieri, Comune e rappresentanze sociali, da svolgersi nella sede municipale di Monfalcone, per discutere delle criticità legate all’espansione del cantiere e delle preoccupazioni della cittadinanza.
«Dopo la decisione unanime del consiglio comunale e il sostegno delle parti sociali – ha concluso – è il momento del confronto. Le questioni della legalità e della presenza islamica indotta dal modello produttivo devono essere affrontate con responsabilità e trasparenza, nell’interesse di tutta la comunità monfalconese».
Articoli correlati
PoliticaTrieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»
È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’a
PoliticaTrieste, Civica Idea Giuliana: «Rafforzare le Circoscrizioni per avvicinare cittadini e istituzioni»
Rimettere i quartieri e le Circoscrizioni al centro della partecipazione cittadina. È il messaggio lanciato dalla Civica Idea Giuliana attraverso un incontro di formazione, informazione e confronto dedicato proprio al ruolo degli organismi
PoliticaSgombero Piazza Libertà, Nicolini (Adesso Trieste): "Aprire subito l'ex Mercato di via Gioia"
I recenti fatti che hanno visto lo sgombero forzato di Piazza della Libertà e la contestuale stretta sulle attività delle associazioni di volontariato che operano in quello spazio rappresentano il fallimento della politica dell'amministrazi
PoliticaScritta contro i fascisti sulla scuola Don Milani, Bernobich: «Deturpare le scuole è sempre vergognoso»
Una scritta realizzata con vernice rossa è comparsa all’esterno della scuola elementare Don Lorenzo Milani. Sulla parete si legge: «Nessun spazio ai fascisti di ieri e oggi». A denunciare pubblicamente l’episodio è il consigliere comunale S

