martedì 11 agosto 2026
Breaking
Monrupino, incendio tra Zolla e Fernetti: bruciati circa 4.000 metri quadrati di vegetazione Goriziano, giornata di fuoco: tre nuovi incendi nel pomeriggio, Canadair ed elicottero in azione Trieste, Dipiazza difende il porto: «L'elettrificazione cambierà il futuro dello scalo» (VIDEO) Russo propone un centro di accoglienza ad alta rotazione: «Le persone non possono restare in strada» (VIDEO) Trieste, turismo e parcheggi, Matteoni: «Puntiamo sull’area di Porto Vecchio» (VIDEO) Trieste, Danielis critica il progetto di Porto Vecchio: «Rischia di diventare un nuovo incubo tipo fiera» (VIDEO) Duino Aurisina, 4 giorni per San Rocco: Gabrovec rilancia la festa tra tradizione, musica e comunità (VIDEO) Monfalcone capitale dei giovani per due giorni, Brigante: «Un festival fatto dai giovani per i giovani» (VIDEO) Trieste, Tonel sui circhi: «Quelli con animali vivi sono vietati dal regolamento comunale» (VIDEO) Grosso incidente sulla superstrada per Muggia: soccorsi in azione e viabilità in tilt Conti (Pd): "Accelerare approvazione Piano Antincendi Boschivi" Ciclista ferito a Piancavallo e due escursionisti bloccati sul Monte Taront: pomeriggio "caldo" per il Soccorso Alpino Trieste Airport, nessun rallentamento per passeggeri in arrivo dalla Spagna Carceri, Garante Fvg: “A Trieste 255 detenuti in struttura da 150 posti” La triestina Beatrice Calvani ancora in azzurro: convocata ai Mondiali Junior di tuffi a Rijeka Monrupino, incendio tra Zolla e Fernetti: bruciati circa 4.000 metri quadrati di vegetazione Goriziano, giornata di fuoco: tre nuovi incendi nel pomeriggio, Canadair ed elicottero in azione Trieste, Dipiazza difende il porto: «L'elettrificazione cambierà il futuro dello scalo» (VIDEO) Russo propone un centro di accoglienza ad alta rotazione: «Le persone non possono restare in strada» (VIDEO) Trieste, turismo e parcheggi, Matteoni: «Puntiamo sull’area di Porto Vecchio» (VIDEO) Trieste, Danielis critica il progetto di Porto Vecchio: «Rischia di diventare un nuovo incubo tipo fiera» (VIDEO) Duino Aurisina, 4 giorni per San Rocco: Gabrovec rilancia la festa tra tradizione, musica e comunità (VIDEO) Monfalcone capitale dei giovani per due giorni, Brigante: «Un festival fatto dai giovani per i giovani» (VIDEO) Trieste, Tonel sui circhi: «Quelli con animali vivi sono vietati dal regolamento comunale» (VIDEO) Grosso incidente sulla superstrada per Muggia: soccorsi in azione e viabilità in tilt Conti (Pd): "Accelerare approvazione Piano Antincendi Boschivi" Ciclista ferito a Piancavallo e due escursionisti bloccati sul Monte Taront: pomeriggio "caldo" per il Soccorso Alpino Trieste Airport, nessun rallentamento per passeggeri in arrivo dalla Spagna Carceri, Garante Fvg: “A Trieste 255 detenuti in struttura da 150 posti” La triestina Beatrice Calvani ancora in azzurro: convocata ai Mondiali Junior di tuffi a Rijeka
Politica

«Ammissioni di responsabilità di Milovan Đilas,delfino di Tito, nella cacciata degli italiani dall'Istria»

Luca Marsi·

«In vista del Giorno del Ricordo, vogliamo rinfrescare la memoria a storici ed appassionati di storia, rispetto alle ammissioni di responsabilità rese da uno dei delfini del Maresciallo Tito, ovvero Milovan Đilas (1911-1995), rispetto alla pianificata pulizia etnica degli Italiani dell'Istria, in particolare». Lo rileva in una nota Unione degli Istriani.

«Il defunto Vice-primo ministro della Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia - ancora - , Presidente del parlamento e inviato della medesima all'ONU, rese nel luglio del 1991, nei giorni immediatamente successivi alle dichiarazioni d'indipendenza della Slovenia e della Croazia, al giornalista Alvaro Ranzoni sul settimanale Panorama una serie di confessioni a proposito dei possibili scenari che si sarebbero potuti aprire col dissolvimento della Jugoslavia».

«Nella parte finale - ancora - dell'intervista, dopo aver ricordato in che modo fu stabilito il confine interno tra Croazia e Serbia nel 1946, Dilas accennò anche alla situazione - all'epoca ben più calda - dell'Istria: «[…] Ricordo che nel 1946 io ed Edvard Kardelj andammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana. Si trattava di dimostrare alla commissione alleata che quelle terre erano jugoslave e non italiane: ci furono manifestazioni con striscioni e bandiere»

«Ma non era vero? - conclude -  (domanda del giornalista) Certo che non era vero. O meglio lo era solo in parte, perché in realtà gli italiani erano la maggioranza solo nei centri abitati e non nei villaggi. Ma bisognava indurre gli italiani ad andare via con pressioni d’ogni tipo. Così fu fatto.»

Nella foto: Tito e Đilas

Articoli correlati