Trieste, Fesica all’attacco sulla vigilanza privata: «Servono controlli capillari, ora sono finiti i giochi»

Controlli più capillari, rispetto delle disposizioni, tutela degli operatori e una battaglia contro quelle situazioni che, secondo il sindacato, rischiano di danneggiare l'intero comparto della sicurezza e della vigilanza privata in Friuli Venezia Giulia. È un bilancio dai toni decisamente duri quello tracciato dal direttivo Fesica Confsal, con Tomaz Zotti e Martin Furlan, che torna a intervenire sul settore e annuncia nuove iniziative per gli ultimi mesi del 2026.
Il messaggio è netto: per Fesica non basta parlare di sicurezza, servono interventi concreti e verifiche puntuali da parte delle autorità competenti.
Il sindacato sottolinea contemporaneamente l'importanza crescente degli ASC, addetti ai servizi di controllo, chiamati sempre più spesso, secondo Fesica, a svolgere servizi rilevanti a supporto della sicurezza e in cooperazione con quella pubblica.
«La vigilanza privata sempre più in prima linea»
Zotti e Furlan partono proprio dal ruolo assunto dagli operatori.
Secondo Fesica, la vigilanza privata è ormai da anni chiamata in prima linea, anche in situazioni nelle quali svolge attività di supporto rispetto alle esigenze della sicurezza pubblica.
Una collaborazione che il sindacato dichiara di sostenere pienamente.
Ma proprio l'importanza crescente attribuita al comparto, secondo Fesica, rende ancora più urgente garantire che il sistema funzioni nel rispetto delle disposizioni previste.
Ed è qui che arriva il primo affondo.
Fesica chiede «controlli capillari»
La richiesta centrale del sindacato riguarda infatti controlli capillari sulle aziende del settore in Friuli Venezia Giulia.
Fesica sostiene che debba essere verificato attentamente il rispetto delle disposizioni riguardanti la vigilanza privata e denuncia l'esistenza di situazioni che, secondo il direttivo, riguarderebbero «raccomandazioni, appalti creati senza bandi e favoritismi generici».
Si tratta di contestazioni espresse dal sindacato, che chiede alle autorità competenti di mantenere alta l'attenzione sul settore.
Per Fesica, comportamenti di questo genere sarebbero incompatibili con la dignità professionale degli addetti.
«Gli operatori non sono pedine in una partita a dama»
È uno dei passaggi più forti dell'intervento.
«Gli operatori della sicurezza e vigilanza privata non sono oggetti da mettere come pedine in una partita a dama», è il concetto espresso dal direttivo.
Dietro una divisa, sottolinea Fesica, ci sono lavoratori con una vita personale, sociale e familiare.
Persone che, secondo il sindacato, possono trovarsi a mettere a rischio anche la propria incolumità per svolgere attività legate alla salvaguardia del patrimonio e della cosa pubblica.
Per questo Zotti e Furlan chiedono che la discussione non si limiti alle dichiarazioni pubbliche.
«Quattro comunicati su Facebook e due interviste non bastano»
Il sindacato rivendica una linea particolarmente concreta.
Secondo Fesica, «fare battaglie con quattro comunicati scritti su Facebook e due interviste» non avrebbe senso se alle parole non seguissero risultati effettivi.
«Il settore ha bisogno di fatti concreti», è la posizione del direttivo.
Fesica guarda quindi al lavoro svolto negli ultimi mesi, individuando nel marzo 2026 l'inizio di una fase di forte esposizione pubblica della propria attività nel settore.
Il sindacato sostiene di essere diventato in questi mesi una presenza sempre più riconoscibile nel dibattito sulla vigilanza privata in Friuli Venezia Giulia e non soltanto.
Il bilancio da marzo: «Un lavoro molto difficile»
Nel tracciare il proprio bilancio, Fesica parla di mesi complessi.
Il direttivo sostiene di aver lavorato per individuare e contrastare quella che considera la parte del settore capace di danneggiare l'immagine e la professionalità dell'intera categoria.
L'obiettivo dichiarato non è colpire la vigilanza privata, ma, al contrario, difenderla eliminando quelle condotte che secondo il sindacato ne compromettono la credibilità.
Da qui il richiamo a diverse problematiche sulle quali Fesica afferma di essere intervenuta.
Abusivismo e presunte violazioni: le contestazioni del sindacato
Nel proprio intervento Fesica cita espressamente situazioni di abusivismo, presunte violazioni della normativa indicata come 81/08 e casi nei quali, secondo il sindacato, sarebbe stato violato anche l'articolo 187 del TULPS in alcuni locali.
Sono circostanze riportate e contestate dal direttivo sindacale, che rivendica di aver portato tali questioni all'attenzione delle autorità.
Particolarmente forte il passaggio relativo al possesso di strumenti indicati dal sindacato come armi.
Fesica afferma infatti di essere stata tra i primi soggetti a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine per una situazione che il sindacato definisce di «porto abusivo d'arma».
Anche in questo caso si tratta della ricostruzione e della qualificazione fornite direttamente dal sindacato.
«Non significa rovinare la famiglia della vigilanza»
Fesica respinge quindi l'idea che segnalare presunte irregolarità possa significare danneggiare il settore.
«Aver fatto queste azioni non significa rovinare la famiglia della vigilanza, ma togliere quello che fa male al comparto», sostiene il direttivo.
È questo il cuore della linea rivendicata da Zotti e Furlan: separare la tutela della categoria dalla difesa indiscriminata di qualunque comportamento venga compiuto al suo interno.
Per il sindacato, tutelare il comparto significa anche denunciare ciò che ritiene incompatibile con le regole e con la professionalità richiesta a chi opera nella sicurezza.
«Sindacato significa tutelare anche chi ti sta vicino»
Il direttivo sostiene inoltre che alcune delle proprie prese di posizione abbiano provocato reazioni particolarmente forti in Friuli Venezia Giulia.
Fesica descrive una situazione nella quale, ogni volta che interviene pubblicamente, determinate questioni verrebbero accolte quasi con incredulità, «come se quello che diciamo sia un fatto mai esistito o addirittura impossibile che sia successo».
Il sindacato ribadisce invece la propria idea del ruolo di rappresentanza.
Chi lavora nel settore, secondo Fesica, deve essere consapevole che tutelare i propri diritti significa anche tutelare quelli delle persone che lavorano accanto e di chi ha bisogno di sostegno.
«Questo significa sindacato», è la sintesi del direttivo.
Il messaggio più duro: «Ora sono finiti i giochi»
È nella parte conclusiva che il comunicato cambia ulteriormente marcia.
«Ora sono finiti i giochi», annunciano Zotti e Furlan.
Fesica utilizza poi un'immagine particolarmente incisiva per descrivere quale sarà il proprio atteggiamento: «Diventeremo un ago che, se punge chi sbaglia, farà male».
Il sindacato afferma di essere stanco di assistere a situazioni nelle quali il comparto diventa protagonista di problematiche che, secondo il direttivo, finiscono per mettere in difficoltà anche i lavoratori chiamati ad affrontare quotidianamente le responsabilità e le sfide legate alla sicurezza privata.
Fesica: «Il fine 2026 si prospetta piccante»
E l'ultima parte dell'anno viene annunciata come particolarmente intensa.
«Il fine 2026 si prospetta piccante», anticipa Fesica.
Il direttivo afferma di avere già lavorato, e di stare continuando a lavorare, su diverse delle tematiche richiamate nel proprio intervento, promettendo di «fare luce» sulle situazioni individuate.
Nessun passo indietro, dunque, almeno nelle intenzioni dichiarate dal sindacato.
La conclusione scelta da Fesica è probabilmente quella che meglio sintetizza il tono dell'intero documento: «La guerra continua».
Una formula durissima, con la quale Zotti e Furlan intendono annunciare la prosecuzione della propria battaglia sindacale sul fronte della sicurezza, della vigilanza privata, della tutela dei lavoratori e del rispetto delle regole in Friuli Venezia Giulia.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»
È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’a
PoliticaTrieste, Civica Idea Giuliana: «Rafforzare le Circoscrizioni per avvicinare cittadini e istituzioni»
Rimettere i quartieri e le Circoscrizioni al centro della partecipazione cittadina. È il messaggio lanciato dalla Civica Idea Giuliana attraverso un incontro di formazione, informazione e confronto dedicato proprio al ruolo degli organismi
PoliticaSgombero Piazza Libertà, Nicolini (Adesso Trieste): "Aprire subito l'ex Mercato di via Gioia"
I recenti fatti che hanno visto lo sgombero forzato di Piazza della Libertà e la contestuale stretta sulle attività delle associazioni di volontariato che operano in quello spazio rappresentano il fallimento della politica dell'amministrazi
PoliticaScritta contro i fascisti sulla scuola Don Milani, Bernobich: «Deturpare le scuole è sempre vergognoso»
Una scritta realizzata con vernice rossa è comparsa all’esterno della scuola elementare Don Lorenzo Milani. Sulla parete si legge: «Nessun spazio ai fascisti di ieri e oggi». A denunciare pubblicamente l’episodio è il consigliere comunale S

