Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia aderiscono allo sciopero: «Le istituzioni ascoltino il dissenso»

Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia aderiscono allo sciopero generale del 30 ottobre e alle future mobilitazioni sindacali, condividendone le ragioni contro la guerra e il riarmo, per la pace, la giustizia sociale e ambientale e la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’annuncio arriva con una nota congiunta diffusa il 26 ottobre, nella quale le due formazioni richiamano il valore della partecipazione collettiva e chiedono alle istituzioni di ascoltare le ragioni della protesta.
Il sostegno allo sciopero e alle rivendicazioni sociali
Per Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia, le piazze rappresentano anche uno spazio nel quale emergono il disagio e la domanda di cambiamento di fronte a disuguaglianze, precarietà, impoverimento, aumento del costo della vita e riduzione dei servizi pubblici.
Le due realtà politiche rivendicano il valore democratico della mobilitazione collettiva, insieme al diritto di sciopero e di manifestazione. Alle istituzioni chiedono di saper accogliere il dissenso e garantire la possibilità di esprimerlo, «anziché alimentare la paura per reprimerlo».
«Non ridurre le mobilitazioni ai singoli episodi»
Una parte centrale del comunicato riguarda il modo in cui vengono raccontate le proteste che, secondo le due formazioni, stanno attraversando l’Italia e diversi Paesi europei.
Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia contestano una lettura concentrata prevalentemente sugli episodi di violenza, sostenendo che rischi di lasciare in secondo piano le motivazioni e la partecipazione delle persone.
Le mobilitazioni, scrivono, raccontano anche di cittadini che «si organizzano, rivendicano diritti, chiedono un futuro diverso e tornano a vivere collettivamente lo spazio pubblico». Ridurle a singoli episodi significherebbe, nella loro valutazione, oscurarne le ragioni e la pluralità delle esperienze.
Il rifiuto della violenza e il richiamo al diritto di protesta
Le due formazioni accompagnano il sostegno alle manifestazioni con un’esplicita presa di posizione: «La nostra contrarietà alla guerra passa anche dal rifiuto di ogni forma di violenza, intimidazione e aggressione».
Allo stesso tempo, dichiarano di non accettare che la repressione diventi la risposta ordinaria alle rivendicazioni sociali o che singoli episodi vengano utilizzati per delegittimare intere mobilitazioni.
L’adesione allo sciopero del 30 ottobre e alle successive iniziative sindacali viene quindi ricondotta a una convinzione comune: pace, diritti, giustizia sociale e ambientale e partecipazione democratica sono inseparabili.
Articoli correlati
PoliticaRitorno Trieste a Italia: Famulari (Pd), "Emozione in piazza Unità"
“Sempre un’emozione speciale ritrovarsi in piazza e salutare il Tricolore che sventola tra Trieste e il mare, celebrando la data che rese la nostra città all’Italia e le diede pace definitiva. Ricordiamo la gioia del ricongiungimento e il d
PoliticaInnoway, allarmesindacati: «Ora basta perdere tempo», chiesti ordini per le macchine di saldatura
Ordini per le macchine di saldatura entro questa settimana e convocazione immediata del tavolo ministeriale : sono le richieste avanzate da Fim, Fiom, Uilm e RSU Innoway Trieste , che esprimono un giudizio negativo sull’incontro con la dire
PoliticaTrieste, Fornasir rilancia: «La solidarietà sotto sfratto». Dambrosi solleva il caso delle cure all’aperto
L’assistenza ai migranti in piazza Libertà a Trieste accende il confronto sui social tra Lorena Fornasir, responsabile di Linea d’Ombra , e Roberta Dambrosi, consigliera della V Circoscrizione . Al centro dei due interventi ci sono le condi
PoliticaMigranti, Conti raccoglie l’appello del vescovo: «Sicurezza e dignità umana devono poter convivere»
L’appello del vescovo di Trieste Enrico Trevisi sul tema dei migranti deve trovare una risposta concreta da parte delle istituzioni. A chiederlo è Caterina Conti, segretaria regionale del Pd Fvg, che richiama la politica alla responsabilità

