giovedì 6 agosto 2026
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Politica

Adesso Trieste: "Consiglio Comunale ha approvato un Piano della Mobilità insostenibile"

Luca Marsi·
“Ci vuole coraggio a chiamarlo piano della mobilità sostenibile, visto che prevede che in 10 anni non ci sia un calo della produzione di CO2 legata al traffico veicolare“. Queste le parole di Federico Zadnich coordinatore dell’Assemblea Ecologia di Adesso Trieste all'indomani dell'approvazione in Consiglio comunale del PUMS. “Siamo nel pieno di una crisi climatica e chi governa una città importante come Trieste dovrebbe attivarsi su questo tema.  Nel 2019 Dipiazza ha firmato il «Patto dei Sindaci per il clima e l’energia», attraverso il quale si era impegnato a ridurre le emissioni del 40 % entro il 2030. Impegno che però con questo PUMS verrà completamente disatteso”.
 
L'Amministrazione, invece, continua a ignorare le istanze dei portatori di interesse. Nel 2020, quando il PUMS era stato adottato, tutte le associazioni che si occupano di temi ambientali e di mobilità si erano schierate pubblicamente in opposizione, affermando che il Piano andasse rivisto. Anche l'assurdo progetto dell'ovovia era stato osteggiato dai cittadini: le associazioni stesse avevano raccolto 4000 firme in favore, piuttosto, di un tram treno.
 
“Adesso Trieste ritiene che un'amministrazione debba tenere da conto le istanze e ragioni della società civile che rappresenta. Per questo, il PUMS non avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio” sottolinea il candidato sindaco di Riccardo Laterza.
 
Adesso Trieste si è più volte dichiarata fortemente contraria al progetto dell’ovovia inserito nel PUMS: “Un’opera costosissima che non migliorerebbe in modo significativo né i problemi del trasporto pubblico urbano né quello dell’accesso nord alla città e che presenta invece grossi impatti ambientali e un’incompatibilità con la Bora” continua ancora Zadnich. Per Adesso Trieste sarebbe ben più efficace utilizzare e valorizzare la già presente rete di percorsi su ferro che arrivano e attraversano Trieste, integrandola con ulteriori linee percorribili da tram-treno. “Con i 45 milioni di euro previsti per l’ovovia si potrebbe già realizzare un primo lotto di tram dalla Stazione a Piazza Foraggi con vetture che garantirebbe una frequenza ogni 5 minuti e un tempo di percorrenza di 10”.
 
Modestissima pure la previsione della variazione dei mezzi impiegati dai triestini per la mobilità:  in 10 anni l’uso del mezzo privato diminuirà di pochissimo,  passando dal  53,62% al 49,22%, il TPL dal  21,04% aumenterà di poco più di 2 punti percentuali fino al 23,49%, la bicicletta da 1,97% a 5,12%, la quota dei pedoni è prevista addirittura in diminuzione dal 23,37% al 22,17%
 
Ancora peggio va con l’inquinamento, tra 10 anni le emissioni a Trieste previste dal PUMS saranno pari a quelle attuali: il consumo di carburante passerà  da 83.536 a 83.533 tonn/anno e l’emissione di Co2 da 184.437 a 184.430 tonn/anno.
 
Unici capitoli del PUMS con elementi in parte condivisibili sono i percorsi ciclabili veloci del biciplan, la previsione di nuove  zone 30 e il punto sulla logistica dell'ultimo miglio. Davvero troppo poco per rendere compatibile la vita di Trieste con l’ambiente che la ospita e farlo anche con una mobilità che dia a tutti la possibilità di scegliere il mezzo più sostenibile per muoversi, promuovendo salute e costruendo una città a misura di persona.
 
Nel programma di Adesso Trieste il tema della mobilità e le relative ricadute ambientali viene trattato con la dovuta serietà, indispensabile per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione imposti, ma anche a migliorare il benessere dei cittadini.
 
Approfondimento
 
Il PUMS è un piano strategico promosso dall’Unione Europea che ha come obiettivo “soddisfare i fabbisogni di mobilità  della  popolazione,  la minimizzazione dell’uso  individuale  dell’automobile, l’aumento della percentuale  di  cittadini  trasportati  dai  sistemi collettivi, una città con più mobilità attiva a piedi ed in bicicletta, con più salute e meno traffico e con una maggiore democrazia degli spazi pubblici”. Un altro punto centrale nella pianificazione del PUMS è “assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento, la  riduzione  dei  consumi  energetici”. Su questo è necessario ricordare che l’Italia è uno dei paesi sottoscrittori della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC ) assieme all’UE, e si è impegnata a ridurre  entro il 2030 (il che significa nello stesso arco temporale di validità del PUMS di Trieste)  del 40% le emissioni rispetto ai livelli del 1990.

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