A Muggia istituita la giornata della liberazione jugoslava, Rifondazione: "Inorridiamo, serbe reazione decisa"
Pubblichiao da Rifondazione Comunista
"La giunta di estrema destra (ormai si può definirla così) che governa Muggia ha votato per "l'istituzione della solenne ricorrenza del 12 giugno: giornata della liberazione della Venezia Giulia dall'occupazione jugoslava".
Il Partito della Rifondazione comunista come, crediamo, tutte e tutti i sinceri democratici, inorridisce dinanzi a questa ennesima protervia del sindaco e dei partiti che lo sostengono.
Si tratta di un insulto vero e proprio alla storia, tipico dell'ideologia chiamata "rovescismo", che ha ormai preso piede nel nostro Paese e qui in FVG. Ricordiamo che le truppe jugoslave erano alleate di quelle anglo-statunitensi; che hanno liberato da sole la Jugoslavia, dopo una guerra sanguinosa, dall'occupazione nazifascista (e i crimini dei fascisti italiani in quel Paese aspettano ancora di essere considerati e giudicati); che in qualsiasi parte d'Europa dove la dittatura fascista e l'occupazione nazifascista avevano imperversato -e in modo spaventoso verso i popoli slavi- c'è stata una resa dei conti, nel dopoguerra, e che la violenza era stata portata in Jugoslavia, occupata dalle forze nazifasciste dal 6 aprile del 1941; che il clima di violenza generale ha potuto anche generare qualche eccesso, ma niente a che vedere con i campi di concentramento e sterminio, con la distruzione delle infrastrutture, con l'uccisione di centinaia di migliaia di civili cui si dedicò l'esercito italo-fascista; che il collaborazionismo italiano e le conseguenti delazioni nei territori occupati dal Reich raggiunsero livelli spaventosi nel nostro capoluogo di regione; che proprio a Trieste abbiamo avuto un campo di concentramento e di morte (3-4000 uccisi...) quale la Risiera.
Il moltiplicarsi di eventi "rovescisti" (dal 10 febbraio al 26 gennaio, giornata degli alpini invasori dell'Unione Sovietica..., e infine questo 12 giugno) ci fa paura: si tratta di una strategia che è venuto il momento di interrompere per sostenere invece un forte impulso al lavoro di storiche e di storici, indipendenti dai poteri costituiti, che creino una nuova narrazione basata su fatti oggettivi e sul rispetto della vera Liberazione del nostro Paese dalla barbarie nazifascista.
Si leggano, il sindaco di Muggia e i suoi, quel libro intitolato "I rapporti italo-sloveni 1880-1956" (sono poche pagine, dovrebbero farcela) a cura della Commissione mista storico-culturale italo-slovena: la leggano, e poi volteremo pagina. Questa ulteriore celebrazione inventata di sana pianta, invece, è benzina sul fuoco di estremismi nazionalistici e di revanscismo: cose di cui l'Europa di oggi, attraversata da guerre e razzismo, non ha il minimo bisogno.
Noi invitiamo il sindaco di Muggia e i suoi a ritornare su questa assurda deliberazione. Invitiamo le forze democratiche a una reazione composta ma decisa, nell'aula del Consiglio comunale come in piazza".
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