Tagliamento, Pellegrino: “La chiusura delle petizioni a Bruxelles è una scelta politica della destra”
"Prendiamo atto di quanto accaduto a Bruxelles: la decisione di chiudere le petizioni sul Tagliamento è una scelta politica della destra che di fatto limita uno spazio di partecipazione democratica dei cittadini". Lo dichiara in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.
"Le richieste avanzate dai comitati, comprese quelle relative a Via e Vinca, sono strumenti ordinari e previsti dalle normative europee e nazionali: non concessioni straordinarie - sottolinea la consigliera -, ma passaggi fondamentali di garanzia e trasparenza. Impedire che queste istanze possano essere pienamente discusse nelle sedi europee è un segnale preoccupante".
"Sul piano regionale la partita resta ancora aperta. Le osservazioni politiche portate avanti dall'assessore Scoccimarro, che ha assunto in toto la relazione del professor Andrea Rinaldo, ora - prosegue Pellegrino - devono tradursi in azioni concrete e andare nella direzione di limitare il danno ecologico e di salvaguardare i servizi ecosistemici del Tagliamento, patrimonio naturale di valore unico. Riteniamo anche noi che la relazione di Rinaldo sia positiva, perché conferma la necessità di un approccio fondato su basi scientifiche solide e su una valutazione rigorosa delle alternative. Ora è necessario che la delibera 530 vada ritirata e che non si parli più di opere invasive e fortemente impattanti sul Tagliamento".
"Ricordo inoltre - ribadisce la cosigliera, anche vicepresidente della Commissione Ambiente - che la petizione con le oltre 13mila firme raccolte dall'associazione Assieme per il Tagliamento e consegnate nelle mani del presidente Bordin a dicembre del 2024 non è ancora stata discussa in IV Commissione. Sarà mia cura chiederne quanto prima la calendarizzazione".
"Continueremo a vigilare affinché le scelte sul Tagliamento siano guidate dalla tutela dell'ambiente, dalla sicurezza dei cittadini e dal rispetto delle regole, non da logiche politiche di chiusura", conclude la nota.
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