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Politica

Sanità, sindacati: "Da mesi bloccate le ferie del personale che opera nelle aree dell’emergenza"

Luca Marsi·

Pubblichiamo dalle Organizzazioni Sindacali CGIL CISL FIALS NURSIND FSI

Le scriventi OO.SS. CGIL, CISL, FIALS NURSIND e FSI condividono le preoccupanti dichiarazioni che il presidente regionale del sindacato degli anestesisti rianimatori dr. Peratoner ha indirizzato al presidente Fedriga riguardanti le gravi criticità relative al servizio sanitario regionale.

Come più volte già dichiarato in tutte le sedi, i lavoratori del servizio sanitario regionale sono da oltre un anno impegnati nell’affrontare l’emergenza prodotta dall’evolversi della pandemia e a nostro avviso riteniamo che poco è stato fatto per mettere in sicurezza l’intero sistema che consentisse in una ragionevole programmazione delle attività sanitarie ordinarie, quelle derivanti dalla pandemia, l’attività territoriale e in fine il piano vaccinale.

Per garantire tutto questo è stata e tutt’ora viene richiesta agli operatori un’enorme quantità di ore extra ordinarie molte delle quali ancora non pagate. Ad oggi le uniche azioni adottate dalle aziende sono indirizzate contro i diritti dei lavoratori, infatti da mesi sono state bloccate le ferie del personale che opera nelle aree dell’emergenza, mentre gli stessi avrebbero un estremo bisogno di poter recuperare lo stress psico-fisico dovuto ai carichi di lavoro derivanti da più di un anno di pandemia e vista la carenza cronica di personale non siamo ancora a conoscenza di quali saranno i provvedimenti futuri che le aziende predisporranno per permettere la fruizione delle ferie estive ai dipendenti.

È ben noto che nei reparti ad alta intensità di cure vi è la necessità che il personale assegnato sia altamente specializzato, ma questo per vari motivi, soprattutto la carenza di personale, non sempre è possibile e questo crea notevoli difficoltà all’intera equipe. Scarsa lungimiranza e scelte strategiche discutibili hanno dato il colpo di grazia ad un servizio sanitario già di per sé in affanno pre-pandemia a causa di riforme politiche che lo hanno depauperato e sui cui si è abbattuta la scure dei tagli e delle razionalizzazioni. Risulta evidente che a pagare sono sempre e solo i lavoratori che invece hanno sempre prestato la propria opera con grande spirito di dedizione ed abnegazione al dovere e ciò non è più tollerabile. Per finire, stigmatizziamo la mancata verifica sui dispositivi di protezione (mascherine) che vengono assegnati alle Aziende e che gli operatori utilizzano fino al giorno in cui detti DPI vengono sequestrati come accaduto anche in questi giorni.

A questo si aggiunge la mancanza di un confronto politico con la terza commissione regionale che auspichiamo avvenga quanto prima.

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