Carnevale Muggia, Medau: “Metterei anche 20 euro”, Sclip: “Non so se ticket di 10 euro può fermarli” (VIDEO)

Carnevale Muggia, Medau: “Metterei anche 20 euro”, Sclip: “Non so se ticket di 10 euro può fermarli” (VIDEO)

Nel secondo confronto della settimana in diretta su Trieste Cafe, condotto dal direttore Luca Marsi, il dialogo tra Marcelo Medau (Fratelli d’Italia) e Giorgio Sclip (Punto Franco) ha messo sul tavolo due temi che, a Trieste e dintorni, accendono discussioni immediate: il ticket da 10 euro per l’accesso serale al Carnevale di Muggia e il futuro dell’area parcheggi nella zona ex silos.

Nel corso della puntata, Marsi ha anche anticipato il confronto successivo previsto per la sera seguente, con un duello politico annunciato tra segreterie provinciali, mentre in studio si entrava subito nel merito delle questioni “calde”.

Il ticket del Carnevale di Muggia: “filtro” o boomerang su Trieste

Il primo nodo affrontato riguarda il biglietto da 10 euro per i non residenti per accedere alla parte serale del Carnevale di Muggia. La domanda, però, viene posta in modo chirurgico: più che sul ticket in sé, il focus è sulle possibili ripercussioni su Trieste, con il timore che chi non vada a Muggia possa “rimanere in città” e creare problemi altrove.

Marcelo Medau si schiera in modo netto a favore della misura e rilancia con toni durissimi: dice di essere d’accordo sul ticket e arriva ad affermare che lui metterebbe anche una cifra più alta per evitare che “questa gentaglia” rovini manifestazioni e feste. Nella sua lettura, il provvedimento può avere un effetto collaterale: una parte di questi gruppi potrebbe restare a Trieste, e qui, secondo Medau, sarà decisivo il controllo.

Giorgio Sclip sceglie una linea più osservativa: dichiara di non avere preclusioni verso un ticket se serve a migliorare l’organizzazione, i servizi e l’ordine. Ma sul punto centrale, cioè l’efficacia del prezzo come barriera, esprime un dubbio: sostiene che non è detto che 10 euro bastino a fermare questi ragazzi e aggiunge che spesso, a suo dire, si tratterebbe anche di “figli di papà”, quindi non frenati dal costo.

La replica che sposta il peso: “e se penalizzasse i ragazzi per bene?”

Nel botta e risposta, arriva anche la domanda che ribalta la prospettiva: se davvero chi crea problemi ha disponibilità economiche, non si rischia che il ticket colpisca soprattutto chi è tranquillo ma non vuole o non può spendere?

Medau riconosce che questo rischio esiste e ammette che la misura potrebbe penalizzare i “ragazzi per bene”, ma sostiene anche che “qualcosa bisogna pur fare” e rivendica la necessità di misure drastiche per rendere la festa più “serena”.

Sclip insiste sull’idea della sperimentazione: ipotizza che possa essere un “anno di prova” e che l’indicatore vero diventi il numero di presenze. Aggiunge un’altra possibilità concreta: che gruppi di giovani decidano di non pagare e restino a Trieste, oppure che, al contrario, il ticket non cambi molto. In ogni caso, per lui l’effetto si misurerà nei fatti.

Secondo tema: l’area ex silos e i 450 posti auto, tra fine della gratuità e futuro a pagamento

Il confronto poi si sposta sulle Rive, verso la zona ex silos, nell’area legata allo spettacolo del circo e ai circa 450 posti auto messi a disposizione grazie alla proprietà e a un lavoro con enti del territorio, con proroga della disponibilità fino al 31 gennaio. La domanda qui diventa prospettica: cosa farne in futuro? Parcheggio stabile, magari a pagamento, oppure altro?

Sclip descrive l’area come enorme e osserva che sono già presenti segnali concreti di una direzione presa, come le righe blu tracciate, interpretate come preparazione a un parcheggio a pagamento. Cita anche l’ipotesi di introiti giornalieri attribuiti alla gestione e sottolinea che, a suo giudizio, sarebbe stato preferibile intercettare le auto più in periferia, con collegamenti verso il centro.

Medau concorda sul fatto che la gratuità “per sempre” non sia sostenibile e parla di una traiettoria già indirizzata verso il pagamento. Inserisce anche un’idea più ampia: il “sogno nel cassetto” di parcheggi alle estremità della città per rendere il centro quasi privo di automobili, spingendo verso il trasporto pubblico.

Il nodo pratico: il parcheggio silos non è pieno, rischio flop o serve una tariffa “furba”?

In replica, viene sollevato un punto concreto: vicino c’è già il parcheggio del silos, spesso non pieno e non percepito come appetibile. Si rischia che un nuovo parcheggio lì vicino diventi un buco nell’acqua?

Sclip risponde puntando su una leva precisa: non solo infrastrutture, ma politiche tariffarie capaci di incentivare l’uso anche se l’area è marginale rispetto al centro. Porta un esempio di dinamica legata al prezzo, sostenendo che tariffe favorevoli possono cambiare rapidamente le abitudini.

Medau, dal canto suo, richiama la presenza del grande capolinea e di molte linee del trasporto pubblico, sostenendo che la zona, proprio per i collegamenti, potrebbe funzionare bene. Aggiunge anche l’idea che per chi ha voglia di camminare, il centro non sarebbe poi così distante.

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