Renzo Tondo a Trieste Cafe: «Sburocratizziamo il paese», e sull’Europa: «UE gioca la partita della vita»

Renzo Tondo a Trieste Cafe: «Sburocratizziamo il paese», e sull’Europa: «UE gioca la partita della vita»

Intervenuto ai microfoni di Trieste Cafe per una lunga intervista, l’ex Presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo dice la sua in merito all’emergenza del nostro paese e al modo in cui il paese sta affrontando questa difficile sfida, non solo dal punto di vista politico, ma anche economico: «Credo che in questo momento non bisogni fare polemica, ma non posso non dire che il mio giudizio sull’operato del governo diventa ogni giorno più severo, perché manca una linea chiara: l’altro giorno ci sono state 3 conferenze stampa in un giorno (Arcuri, Brusaferro e Borrelli, oltre alle interviste di Conte) in cui si sono date comunicazioni non sempre coerenti, oltre alle rettifiche che, in questi giorni, sia Borrelli che Conte hanno dovuto fare in merito alla data di fine della quarantena e alla possibilità di uscire a passeggiare con i propri figli. In questo momento è importantissimo come si comunica, è quasi più importante la forma che la sostanza. Credo inoltre vi sia una linea di tensione molto forte con le regioni, e questo è un tema molto importante: tutte le regioni stanno producendo autonomamente mascherine, visto che mancano, ma le certificazioni (che dovrebbero arrivare nel giro di pochi giorni) tardano ad arrivare. A questo punto credo sia meglio distribuire comunque le mascherine, anche se non sono certificate: sempre meglio di niente. Mi ha dato anche fastidio la strumentalizzazione di Conte: compare spesso in TV, rilascia interviste, pensa di passare alla storia, mentre io mi auguro invece che l’Italia e il mondo si salvino. Non è ammissibile che il Presidente del Consiglio interrompa i telegiornali della sera per dire due cose: la proroga della quarantena (di cui si parlava già sui giornali) e una rettifica riguardo la possibilità di uscire con i propri figli». «Conte», prosegue Tondo, «dichiara dei numeri che secondo me non sono del tutto coerenti. I soldi stanziati dal governo per l’emergenza alimentare erano in realtà stati anticipati ai comuni già da prima: erano per gli anziani, i disabili, gli asili nido. Cosa accadrà adesso? Tra qualche mese il governo reintegrerà questi fondi, oppure i comuni dovranno spostare il denaro che avevano programmato di investire in altri progetti per far fronte all’emergenza alimentare? Non mi è piaciuto il voler fare bella figura con i soldi degli altri».

In merito alle misure stringenti del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo dichiara: «Credo che l’obbligo di mascherine e guanti sia giusto, ma è importante dare ai cittadini un senso di coerenza: se ho un obbligo ma non ho modo di trovare questi dispositivi di protezione individuale da nessuna parte, stiamo dando il senso di uno stato che non c’è. Si danno ordini ma non si mettono i cittadini in condizione di seguirli. Mi auguro inoltre che le misure siano meno stringenti nelle zone montane e rurali: se rinchiudi in casa un contadino, questo muore di malinconia. In fondo, in Carnia e nell’Alto Friuli i contagi sono pochi, perché la gente è abituata a vivere all’aperto e non ha molte occasioni di incontrarsi. Il mio invito è quindi che si riesca a guardare a queste circostanze con il buonsenso che serve in ogni occasione.»

«Economicamente» prosegue l’ex Presidente della Regione «è un momento drammatico, tante imprese chiuderanno. Bisogna organizzare subito un processo per la riapertura, cominciando a pensare che dal giorno dopo Pasqua alcune aziende possano tornare a lavorare. Avanzo una proposta: Trump ha ritirato le sue truppe dall’Afghanistan, perché non ritiriamo anche noi i 760 militari che abbiamo in modo da metterli a presidiare le fabbriche riaperte, per garantire che le misure di sicurezza vengano rispettate? Per l’assistenza economica alle imprese ci sono due strade: dare più soldi o far pagare meno tasse. Siccome entrambe sembrano difficili da percorrere, ci troviamo di fronte ad una battaglia che stavolta non possiamo permetterci di perdere: la lotta alla burocrazia. Dobbiamo sburocratizzare il paese, anche la magistratura deve fare la propria parte, ed è una cosa che grido a gran voce. Usiamo quest’occasione come pretesto per una grande riforma burocratica, togliamo i vincoli. Gualtieri dice che nessuno perderà il lavoro, cerca di tranquillizzarci, ma sappiamo bene che purtroppo non sarà così: il lavoro lo creano le imprese, e affinché queste siano in grado di farlo bisogna che vi siano investimenti pubblici ed una grande riforma burocratica che dia più libertà alle imprese e a chi crea produzione e sviluppo nella comunità.»

Renzi dichiara che l’Italia dovrà imparare a convivere col virus, e Tondo si trova d’accordo: «Credo che la battuta di Renzi abbia un fondo di verità: dobbiamo e dovremo fare i conti con il virus. Non dico che dovremo rimanere chiusi in casa ed indossare la mascherina per sempre, ma è giusto essere consapevoli che dovremo ricostruire il paese rispettando le regole che ci stiamo dando in queste settimane.»

Lapidario, infine, il commento di Tondo riguardo il comportamento europeo in questa situazione: «L’Europa sta giocando la partita della vita: o sarà in grado di dimostrare la sua presenza, oppure per qualche generazione non potremo più parlare di Europa.»