Polizia di Frontiera, SIULP : “Rafforzamento virtuale e stop a aggregazioni. Trieste paga il prezzo”

Polizia di Frontiera, SIULP : “Rafforzamento virtuale e stop a aggregazioni. Trieste paga il prezzo”

Un comunicato che è, nei toni e nei contenuti, una vera e propria chiamata d’allarme. Il SIULP interviene sul tema del potenziamento della Polizia di Frontiera di Trieste, criticando apertamente quello che definisce un clima “trionfalistico” alimentato da alcuni rappresentanti istituzionali e persino da alcune sigle sindacali.

Secondo il SIULP, dietro l’annuncio di un rafforzamento organico “senza precedenti” si nasconderebbe invece un’operazione più complessa, che rischia di lasciare la città scoperta: un potenziamento “virtuale”, a loro avviso, che sarebbe “propedeutico” a un possibile stop delle aggregazioni di personale proveniente da altre province, ma realizzato “a discapito della Questura”.

“Non è successo: è narrazione politica”

Il sindacato mette subito in discussione la lettura celebrativa dell’annuncio. Il rafforzamento della Frontiera, sostiene il SIULP, viene presentato come un successo politico e istituzionale, ma sarebbe in realtà più utile “a dimostrare sintonia con il Governo nazionale” che a garantire tutela concreta del territorio e del capoluogo regionale.

L’accusa è pesante: Trieste non deve diventare “il prezzo da pagare” per sostenere un sistema di controlli ai confini dal valore simbolico elevato, ma che rischia di avere un impatto sempre più debole sulla sicurezza reale della città.

Frontiera al centro, città impoverita: “Qui si perde presidio urbano”

Il SIULP descrive una dinamica che definisce preoccupante: mentre l’attenzione istituzionale si concentra sulla frontiera, Trieste verrebbe progressivamente impoverita di personale operativo, proprio quello che garantisce prevenzione, controllo del territorio e repressione dei reati in ambito urbano.

Il comunicato lega questo quadro alla percezione di insicurezza: una percezione che, secondo il sindacato, non nasce da suggestioni mediatiche ma dall’esperienza quotidiana di chi vive e lavora in città, assistendo a una diminuzione del presidio proprio mentre aumentano fenomeni criminali “diffusi e visibili”.

I numeri al centro dell’accusa: “59 unità alla Frontiera, solo 5 alla città”

Il passaggio più forte del comunicato arriva quando vengono citati i numeri delle assegnazioni:

59 unità destinate alla Polizia di Frontiera di Trieste
solo 5 unità che resterebbero operative in ambito urbano

Per il SIULP, questo dato “certifica una scelta precisa”: rafforzare un settore a discapito della Questura, del commissariato, dell’ufficio denunce e dei servizi erogati in città, con ricadute dirette sulla funzionalità complessiva del sistema sicurezza.

E nel comunicato viene richiamato anche un altro nodo delicato: la gestione di pratiche amministrative legate all’immigrazione, che recentemente hanno sollevato polemiche. Anche qui, sostiene il sindacato, l’impoverimento del personale urbano rischia di aggravare criticità già presenti.

“Promesse già sentite nel 2018: otto anni dopo Trieste più fragile”

Il SIULP ricorda che promesse simili, legate all’invio di personale per affrontare il tema immigrazione, erano già state formulate nel 2018 “dagli stessi protagonisti politici”.

Otto anni dopo, secondo il sindacato, il bilancio appare negativo: una città più fragile, servizi sotto pressione e sicurezza urbana più esposta. Il comunicato aggiunge un’immagine forte: Trieste, che fino a pochi anni fa era ai vertici delle classifiche di vivibilità e qualità della vita, starebbe scivolando verso dinamiche di degrado già viste in altre città del Nord Italia.

Container e servizi chimici: “Dignità del lavoro prima degli annunci”

Nel finale, il sindacato pone una domanda che diventa quasi una sfida politica e amministrativa: questa attenzione alla frontiera si tradurrà finalmente in investimenti strutturali e dignitosi per le condizioni di lavoro del personale impiegato?

Oppure, si chiede il SIULP, si continuerà a far lavorare i colleghi “in container provvisori”, esposti alle intemperie, senza coperture adeguate e con servizi igienici chimici, in un contesto definito emergenziale e di evidente degrado.

Per il sindacato, la sicurezza non è fatta solo di numeri e movimentazioni: è fatta anche di dignità del lavoro e rispetto concreto per chi indossa la divisa.

“Trieste non chiede privilegi: chiede di non essere lasciata sola”

La conclusione riporta il tema al centro: la sicurezza non si tutela con l’autocompiacimento istituzionale, afferma il SIULP, ma difendendo il territorio, investendo sul presidio urbano e rafforzando chi opera quotidianamente tra i cittadini.

Il comunicato chiude con un messaggio che suona come una linea rossa: la Questura di Trieste non chiede privilegi, ma di non essere lasciata sola e vittima dell’abbandono prodotto da una propaganda che punta soprattutto a poter dire “stiamo combattendo l’immigrazione”.