Cisint (Lega): “Non scaldo banchi, difendo il territorio e le imprese"

Cisint (Lega): “Non scaldo banchi, difendo il territorio e le imprese"

 

 “È stata data una lettura alquanto insensata e sterile del lavoro degli eletti al parlamento europeo stendendo una sorta di classifica mille miglia lontana dalla realtà dell’impegno che almeno per quanto mi riguarda ho svolto in questi mesi.

Perché il metro di misura dell’impegno non può che essere dato che dalla capacità di seguire e rappresentare le esigenze e i bisogni del territorio e delle nostre comunità e dai risultati che si portano a casa.

Già alcuni dati segnano il valore di questo impegno.

Basti considerare che in questi mesi ho presentato più del doppio di interrogazioni a risposta scritta del leader del Pd Bonaccini, così come della Pd Gualmini e quasi il doppio della Pd Moretti.

Segno di chi si fa carico dei problemi, li porta a Bruxelles e ne chiede la risoluzione stimolando l’intervento della Commissione su temi cruciali spesso abbandonati o dimenticati.

In questo modo ho difeso a Bruxelles gli interessi concreti delle nostre realtà, pur stando all’opposizione.

Sono orgogliosa che io mio lavoro coinvolga e  parta dal territorio, come avevo promesso, e non fra i palazzi e la burocrazia di Bruxelles.
E ritengo di aver onorato e tenuto fede al mandato ricevuto da così tanti elettori delle nostre regioni.

Quanto e quale sia stato il lavoro importante svolto in questi mesi, lo dimostrano le questioni che ho sollevato e portato avanti.

Quello sulla Rotta Balcanica, ad esempio, punto di entrata del flusso incontrollato dei clandestini e dei delinquenti, per la quale si è giunti a ottenere a livello europeo la stretta dei controlli e dei flussi e l’assegnazione di più poteri a Frontex, l’organo di controllo ai confini.

E ancora. Le questioni di grande peso per la portualità dell’Adriatico conseguenti agli oneri denominati ETS in modo da poter tutelare i nostri scali rispetto a quelli dei Paesi Terzi e l’azione per la protezione delle rotte navali di fronte alle azioni terroristiche degli huthi.

Così come la tutela delle nostre produzioni agricole minacciate dall’accordo Mercosur che è stato bloccato con un’importante azione parlamentare.

Oppure tutti gli interventi di tutela dei nostri pescatori con il mantenimento della deroga sulla taglia minima delle vongole per l’Italia, la difesa della pesca professionale dell’anguilla nelle acque dolci.

Ogni volta che il Parlamento europeo ha affrontato questioni vere del territorio e ogni volta che è stato necessario tutelare gli interessi del nostro Paese, sono stata in prima fila nell’azione che è stata svolta con successo nell’ambito del Gruppo a cui partecipo.

In questi mesi ho anche potuto constatare quanto possano essere autoreferenziali le istituzioni europee e quanto dannosa la relativa burocrazia. A questa preferisco il lavoro sul campo: l’ascolto dei problemi delle imprese e dei lavoratori, quello dei cittadini e delle comunità locali.

E attorno a questo modo di essere parlamentare europeo, ho visto crescere la fiducia nella possibilità di far cambiare il modo d’agire dell’Europa da parte di imprese e lavoratori, di cittadini e comunità locali.

Lavoro per far cambiare strada all’Europa, per promuovere pienamente la nostra identità e ricostruire le nostre radici più autentiche, difendere gli interessi economici compromessi con i provvedimenti del passato, rompere l’inerzia burocratica nei confronti dei problemi periferici e delle realtà più deboli.

Nessuna statistica può rappresentare il senso dell’impegno, perché il dato più importante - per me - è l’attenzione che incontro quotidianamente nel territorio.”

 

Così Anna Maria Cisint, europarlamentare Lega.