Assoluzione Meran, il già segretario On. Gianni Tonelli presenta un interrogazione scritta ai Ministri

Assoluzione Meran, il già segretario On. Gianni Tonelli presenta un interrogazione scritta ai Ministri
Pubblichiamo da Lorenzo Tamaro - Segretario Provinciale SAP
 
Oggi, a seguito della sentenza del 6 maggio u.s. che ha visto l’assoluzione di Alejandro Augusto Stephan Meran, autore dell’uccisione degli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, è stata presentata dall’On. Gianni Tonelli, Segretario Generale Aggiunto del SAP, un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno e al Ministro della Giustizia.
 
L’On. Tonelli ha inteso chiedere al  Ministro dell’Interno e al Ministro della Giustizia sull’opportunità di “sollevare le famiglie degli agenti uccisi dal pagamento delle spese processuali, attivandosi affinché lo Stato se ne faccia carico” e  “quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano attivare, ognuno per propria competenza, al fine di prevedere adeguate forme di risarcimento e di rimborso delle spese legali a favore dei familiari degli agenti di polizia vittime di reati violenti durante il servizio anche nei procedimenti che si concludono con l’assoluzione del reo per ragioni di non imputabilità.
 
Di seguito il testo dell’interrogazione a risposta scritta dell’On. Gianni Tonelli.
 
Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia - Per sapere - premesso che:

il 4 ottobre 2019 all’interno della Questura a Trieste Alejandro Augusto Stephan Meran, sottratta l’arma di servizio ad uno degli agenti che lo scortavano, uccise barbaramente a colpi di pistola due giovani poliziotti, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, ferendone altri sette durante il tentativo di fuga;

fortunatamente l’uomo, ritenuto altamente pericoloso e ancora armato, fu poi immobilizzato poco dopo l’uscita dal palazzo grazie all’immediato intervento di altri agenti, ma le immagini della drammatica sparatoria e poi della fuga misero sotto shock l’intero Paese;

lo scorso 6 maggio 2022 in corte d' Assise di Trieste si è celebrato il processo a carico di Alejandro Augusto Stephan Meran, accusato del duplice omicidio, il quale è stato assolto per aver commesso il fatto in stato di non imputabilità “per vizio totale di mente”;

per effetto dell’assoluzione, come anche denunciato dal padre dell’agente Matteo Demenego, le famiglie dei due giovani agenti caduti in servizio e brutalmente uccisi a sangue freddo saranno costrette a pagare tutte le spese processuali per un valore di circa 35mila euro ciascuna, senza alcun rimborso o risarcimento da parte dello Stato;

dopo l’assoluzione, di per sé già dolosa per i familiari delle vittime e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine che quotidianamente svolgono il proprio dovere a rischio della propria vita, la notizia delle spese processuali a totale carico delle famiglie delle due agenti uccisi in servizio ha legittimamente provocato enorme rabbia e sdegno anche tra l’opinione pubblica;

la pubblica accusa ha, infatti, accolto l'esito della seconda perizia psichiatrica che ha rovesciato le sorti del processo salvando Meran da un ergastolo sicuro per il duplice omicidio dei due poliziotti e per il ferimento di altri otto loro colleghi;

questa sentenza mette in luce ancora una volta un grande problema, ossia come a fronte di un fatto omicidiario di inaudita violenza le famiglie delle vittime, in particolare delle forze dell’ordine maggiormente esposte in ragione del servizio reso alla comunità, non trovano alcun tipo di tutela né di risarcimenti ne di spese processuali;

si chiede di sapere

1. se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno sollevare le famiglie degli agenti uccisi dal pagamento delle spese processuali, attivandosi affinché lo Stato se ne faccia carico;

2. quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano attivare, ognuno per propria competenza, al fine di prevedere adeguate forme di risarcimento e di rimborso delle spese legali a favore dei familiari degli agenti di polizia vittime di reati violenti durante il servizio anche nei procedimenti che si concludono con l’assoluzione del reo per ragioni di non imputabilità.

 

On. Gianni Tonelli