Accordo Mercosur, Cisint attacca Bruxelles e annuncia risoluzione e sfiducia a Von der Leyen

Accordo Mercosur, Cisint attacca Bruxelles e annuncia risoluzione e sfiducia a Von der Leyen

Un attacco frontale, politico e istituzionale, contro un accordo che viene definito non solo dannoso per il settore primario, ma anche un colpo alla democrazia europea. La Lega in Friuli Venezia Giulia alza il livello dello scontro sul Mercosur, puntando il dito contro la Commissione europea e contro una firma che, secondo quanto denunciato, sarebbe imminente senza il necessario passaggio parlamentare.

A guidare l’affondo è l’eurodeputata Anna Maria Cisint, che da Bruxelles parla di “scandalo” e annuncia iniziative concrete in sede europea. Al suo fianco, sulla stessa linea, l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier, che contesta nel merito i contenuti dell’accordo e lo definisce una scelta “inaccettabile” perché sbilanciata a svantaggio delle imprese agricole italiane ed europee.

Cisint: “scandaloso firmare senza voto del Parlamento”

Il cuore della denuncia sta nella procedura. Cisint afferma che è “scandaloso” che la Commissione europea si trovi “a ridosso della firma dell’accordo Mercosur” senza un voto del Parlamento europeo, che, secondo quanto indicato, potrebbe esprimersi solamente a marzo.

L’eurodeputata punta dunque l’attenzione su due piani: il danno economico e sociale agli agricoltori e, parallelamente, quello che descrive come un tradimento della democrazia e dello spirito europeo.

“Ancora una volta sono stati traditi non solo gli agricoltori, ma anche la democrazia e il rispetto dello spirito europeo”, sostiene Cisint, delineando un quadro di scontro con Bruxelles che si prepara a entrare nella fase più calda.

La strategia in Europa: risoluzione e sfiducia

Cisint annuncia una battaglia condotta su un “doppio fronte” insieme alla Lega e al Gruppo Patriots, in vista della seduta plenaria della settimana successiva.

Le iniziative indicate sono due, entrambe pesanti dal punto di vista politico:

Primo: la presentazione di una risoluzione indirizzata alla Corte di giustizia europea per contestare le procedure utilizzate, quindi non solo l’accordo in sé ma anche le modalità con cui sarebbe stato gestito il dossier.

Secondo: una mozione di sfiducia nei confronti della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, per come avrebbe gestito la questione Mercosur.

Una mossa che, nelle intenzioni, mira a portare lo scontro fuori dal piano tecnico e dentro la responsabilità politica, mettendo direttamente in discussione la leadership della Commissione.

La protesta degli agricoltori: appuntamento a Strasburgo il 20 gennaio

Accanto alla battaglia parlamentare, Cisint annuncia anche una presenza sul terreno della mobilitazione: Lega e Patriots, viene dichiarato, si uniranno alla protesta degli agricoltori organizzata a Strasburgo a partire dalla mattina di martedì 20 gennaio.

Un passaggio che fa capire come il dossier Mercosur venga percepito non come un tema astratto di commercio internazionale, ma come una questione concreta di sopravvivenza economica e competitività per molte aziende agricole.

Zannier: “reciprocità solo sui buoni intenti, nessuna garanzia sugli standard”

Sulla linea di Cisint interviene l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier, che entra nel merito delle criticità legate ai contenuti dell’accordo.

Zannier contesta in particolare la mancanza di garanzie sugli standard: “I pochi elementi di reciprocità si muovono solo sui buoni intenti della Commissione”, dichiara, sostenendo che non ci sarebbero certezze sul rispetto delle regole per i prodotti importati.

Secondo l’assessore, questa impostazione crea un vantaggio competitivo per chi produce fuori dall’Unione europea, a danno di chi invece in Europa è vincolato a norme più stringenti e costose.

Fitofarmaci, benessere animale e lavoro: “norme stringenti solo per i nostri”

Nel ragionamento di Zannier, lo squilibrio è evidente: gli agricoltori europei devono rispettare norme severe su più fronti, mentre l’accordo rischierebbe di aprire le porte a prodotti che potrebbero non avere gli stessi vincoli.

Tra gli elementi citati:

  • impiego dei fitofarmaci
  • regole sul benessere animale
  • norme sul lavoro

Secondo Zannier, senza garanzie equivalenti, il risultato sarebbe un dumping che penalizza direttamente le aziende del territorio.

Clausole di salvaguardia: “insufficienti e temporanee”

Un’altra critica riguarda le tutele previste: per Zannier, le clausole di salvaguardia sarebbero “insufficienti e temporanee”, riducendo al minimo eventuali strumenti di protezione ulteriore.

È un punto che pesa: perché anche se si accetta la logica dell’accordo, viene sostenuto, non ci sarebbero paracadute solidi per intervenire in caso di squilibri o danni al mercato.

La nota congiunta: Lega in trincea con il settore primario

Le posizioni vengono ribadite in una nota congiunta firmata dall’onorevole Cisint e dall’assessore Zannier: il messaggio è univoco e punta a presentare la Lega come presidio politico del comparto agricolo.

In questo quadro, la battaglia sul Mercosur viene descritta come una questione di interesse economico, tutela del lavoro e rispetto delle regole, ma anche come un tema di metodo democratico e ruolo delle istituzioni europee.