“A rischio il Premio Luchetta”: il PD chiede interventi urgenti per salvare l’edizione 2026

“A rischio il Premio Luchetta”: il PD chiede interventi urgenti per salvare l’edizione 2026

Il Premio Luchetta rischia di non svolgersi nel 2026. A lanciare l’allarme è la segretaria del Partito Democratico di Trieste, Maria Luisa Paglia, che parla di una notizia grave per la città e per il mondo del giornalismo.

Secondo quanto evidenziato, l’esclusione del Premio dai finanziamenti triennali regionali metterebbe concretamente a rischio la continuità di una delle iniziative culturali più rilevanti del territorio.

Le critiche sulla gestione dei fondi

“La conferma dell’esclusione del Premio dai finanziamenti triennali regionali, nonostante i rilievi sollevati dal Tar del Friuli Venezia Giulia sulla valutazione effettuata, solleva interrogativi seri sulla trasparenza e sulla coerenza delle scelte compiute”, dichiara Paglia.

Un passaggio che punta l’attenzione sulle modalità di assegnazione delle risorse pubbliche e sulle conseguenze che tali decisioni potrebbero avere.

Un simbolo internazionale

Il Premio Luchetta, dedicato alla memoria di Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D’Angelo e Miran Hrovatin, rappresenta da oltre vent’anni un punto di riferimento del giornalismo internazionale, in particolare per il racconto delle guerre e delle condizioni dei più piccoli.

“Mettere in discussione la sua esistenza significa indebolire un patrimonio culturale e civile che appartiene all’intera comunità”, sottolinea la segretaria.

Le difficoltà organizzative

Oltre alla questione economica, vengono evidenziate anche criticità legate ai tempi: le scadenze renderebbero difficile, se non impossibile, programmare l’edizione 2026 anche in presenza di eventuali sviluppi futuri.

L’appello del PD

“Chiediamo che si intervenga con urgenza per garantire continuità al Premio e per assicurare criteri chiari, trasparenti e coerenti nell’assegnazione delle risorse pubbliche”, afferma Paglia.

“Trieste non può permettersi di perdere il Premio Luchetta”, conclude, ribadendo il valore dell’iniziativa come presidio di memoria, libertà di informazione e attenzione ai diritti umani.