Sindacato USB: «Continui attacchi contro Insiel, a chi giova tutto ciò?»

Sindacato USB: «Continui attacchi contro Insiel, a chi giova tutto ciò?»

«Assistiamo, oramai da parecchi mesi, a continui attacchi contro Insiel, accusata di non essere più in grado di garantire servizi efficienti, soprattutto in area sanità. Ancor più grave è che questi attacchi arrivino dalle istituzioni e non da giornalisti poco informati o che portano avanti interessi contro l’azienda e l’informatica pubblica. Screditare Insiel ed i suoi lavoratori a chi giova?»

Lo rileva in una nota USB - Unione Sindacale di Base.

«Siamo sicuri - continua la nota -  che le alternative privatistiche siano più efficienti e garantiscono servizi convenienti anche dal punto di vista economico? Dalle nostre esperienze e dalle nostre evidenze la risposta è senza dubbio “No!”. Chi deve decidere eviti di prendere decisioni affrettate e soprattutto eviti di far ricadere le colpe sui lavoratori a fronte di più di 10 anni di disastri strategici-gestionali sull’azienda – certamente non imputabili ai lavoratori; insomma bisogna stare attenti a non buttare via il bambino insieme all’acqua sporca. Sarebbe imperdonabile!»

«Per quanto ci riguarda - sottolineano i sindacalisti -  ricordiamo che come Rsu, sono anni che denunciamo un Piano Industriale, assurdo, sbagliato, dannoso, inconcludente e sostanzialmente inutile a rimettere in carreggiata un’azienda che, adesso sì appare agli occhi dell’opinione pubblica in difficoltà nell’esercizio dei suoi compiti istituzionali, quelli cioè di fornire servizi efficienti a cittadini e imprese di questa regione. Non è ancora arrivato il momento di dire di chi sono le colpe di questo Status-quo, ma gli attuali ritardi decisionali in merito alla nuova mission, promessa nell’incontro di luglio da parte dell’assessore e richiesta con forza dalla maggior parte dei lavoratori (più di 400 su 650) non sta certamente aiutando».

«Occorrono decisioni chiare ed immediate  - ancora la nota - sul nuovo Piano Industriale che deve essere di crescita, possibilmente interpellando i lavoratori di Insiel; occorrono decisioni chiare ed immediate sulla governance e di conseguenza su un assetto organizzativo funzionale alla mission indicata dal Piano stesso. Purtroppo duole rilevare, soprattutto in ambito sanità, che le decisioni che si stanno configurando vanno esattamente nella direzione contraria a quelle di un reale rilancio dell’azienda; anzi, a nostro modo di vedere esattamente all’opposto di quanto ci era sembrato intendere nell’incontro di luglio; in continuità con l’attuale disastroso Piano Industriale e cioè ancora insistere sul tema delle esternalizzazioni spinte».

«Se - conclude Usb - l’obiettivo è quello di togliere la sanità ad Insiel sia chiaro che le scriventi RSU, in nessun caso possono accettarlo, perché ormai è chiaro quello che si sta prefigurando. Insomma, ahinoi, a più di sei mesi dall’insediamento della nuova giunta ancora niente di nuovo e soprattutto nessuna decisione idonea a dare un futuro costruttivo a Insiel, nell’interesse di tutti. L’assemblea dei lavoratori richiede con forza l’incontro con l’assessore Callari».