lunedì 21 settembre 2026
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Il Comune informa

Cerimonia in Risiera per il Giorno della Memoria 2026, capienza massima 2.200 persone

Luca Marsi·
Cerimonia in Risiera per il Giorno della Memoria 2026, capienza massima 2.200 persone

Trieste si prepara a vivere uno dei momenti più solenni dell’anno. Il Giorno della Memoria 2026 avrà come centro simbolico e civile la Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale, luogo che conserva una ferita storica mai rimarginata e che, proprio per questo, continua a essere punto di riferimento per la coscienza collettiva della città.

Il programma cerimoniale e culturale, organizzato dal Comune di Trieste, è stato presentato il 16 gennaio 2026 e conferma il percorso istituzionale e pubblico che ogni anno accompagna Trieste verso il 27 gennaio: non una semplice ricorrenza, ma una chiamata alla responsabilità.

Il momento centrale: cerimonia ufficiale alla Risiera alle 11.00

Il cuore della giornata sarà martedì 27 gennaio 2026 con la cerimonia commemorativa alla Risiera di San Sabba, prevista a partire dalle ore 11.00 nel cortile interno del Monumento Nazionale, alla presenza delle autorità politiche e religiose della città.

Un appuntamento che, anche quest’anno, rappresenta il culmine del percorso cerimoniale: un passaggio fondamentale per ricordare la deportazione, la persecuzione e l’eliminazione sistematica di esseri umani, con la Risiera che resta il luogo più potente e più crudo per dare forma alla memoria.

Come si entra in Risiera: accesso dalle 10.30 e capienza massima 2.200 persone

Accedere alla cerimonia sarà possibile con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Proprio per ragioni organizzative e di sicurezza, viene indicato un limite preciso: all’interno del complesso monumentale sono ammesse al massimo 2.200 persone, comprendendo pubblico e autorità.

Il pubblico potrà entrare a partire dalle ore 10.30 dall’ingresso principale in via Palatucci, attraverso il corridoio monumentale. L’accesso continuerà liberamente finché la capienza non sarà raggiunta; oltre quel limite, eventuali ulteriori ingressi saranno possibili soltanto con uscite.

Nel documento viene ribadito inoltre che non sono previsti accrediti o prenotazioni per il pubblico: l’ingresso è dunque regolato dal criterio più semplice e immediato, quello della disponibilità dei posti.

Durante la cerimonia accessibile solo il cortile interno: museo riapre dopo

Nel corso della cerimonia commemorativa, l’accesso del pubblico sarà consentito esclusivamente al cortile interno. Gli altri spazi monumentali e museali (celle, sala delle croci, sala del museo) saranno invece riaperti a cerimonia conclusa.

L’attività ordinaria del Museo e Monumento riprenderà indicativamente a partire dalle ore 13, una volta terminati gli eventi istituzionali.

Il percorso del mattino: corone d’alloro e marcia silenziosa

Prima della cerimonia alla Risiera, il programma del 27 gennaio prevede un percorso scandito da momenti simbolici molto forti.

Alle ore 9.00 è prevista la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato presso la lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci all’interno del Carcere del Coroneo.

Alle ore 9.30 seguirà la marcia silenziosa verso la Stazione Centrale, organizzata dall’ANED – sezione di Trieste, mentre alle ore 10.00 è prevista la deposizione di una corona d’alloro del Comune di Trieste presso la lapide che ricorda la partenza dei convogli, tra settembre 1943 e febbraio 1945, che portarono i deportati lontano dalla città per ragioni razziali, politiche e di sfruttamento.

Trieste e la memoria: una giornata che non è rituale, ma scelta

Ogni anno la commemorazione rischia di sembrare un appuntamento “di calendario”. Ma Trieste, con la Risiera, non può permettersi questa leggerezza. Qui il Giorno della Memoria non è solo un atto pubblico: è un dovere collettivo che attraversa la storia cittadina, le famiglie, le strade e le coscienze.

Ecco perché la cerimonia del 27 gennaio, con la città chiamata a entrare nel luogo dove il male è stato realtà concreta, mantiene un peso che va oltre le parole: è presenza, silenzio, responsabilità.

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