Trieste posa 20 nuove pietre d’inciampo per ricordare le vittime della deportazione nazifascista
Trieste si prepara a un nuovo appuntamento dedicato alla memoria e alla consapevolezza storica. Nella mattinata di mercoledì 21 gennaio, con inizio alle ore 9.30, è prevista la posa di 20 nuove pietre d’inciampo in città: piccoli monumenti che diventano parte integrante delle strade e dei marciapiedi, costringendo simbolicamente chi passa a “inciampare” nella storia, a rallentare, a guardare e ricordare.
Le pietre d’inciampo sono state ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig per mantenere viva la memoria di tutte le persone che subirono la deportazione a causa della persecuzione nazifascista. Un gesto concreto, discreto ma potentissimo: la memoria non come evento distante, ma come presenza quotidiana, sotto gli occhi di tutti.
Un’iniziativa condivisa: Comunità Ebraica, Comune, ANED e studenti
La cerimonia è promossa dalla Comunità Ebraica di Trieste, con il contributo del Comune di Trieste e la partecipazione dell’ANED – Sezione di Trieste e del Liceo classico e linguistico statale “Francesco Petrarca”.
La presenza di associazioni e istituzioni, insieme al coinvolgimento degli studenti, conferisce all’iniziativa un significato ancora più forte: la memoria non viene solo celebrata, ma trasmessa, resa comprensibile e attuale, rimessa nelle mani delle nuove generazioni.
Cosa sono le pietre d’inciampo e perché contano
Le pietre d’inciampo sono piccoli cubi incastonati nel terreno, posati davanti ai luoghi legati alle vittime della deportazione. Non sono monumenti lontani, non sono targhe isolate: sono memoria che vive nel quotidiano.
Il loro valore sta anche in questo: ricordare che le grandi tragedie della storia non sono cominciate “altrove”, ma spesso sono passate per case, portoni, vie. Strade che oggi percorriamo senza pensarci, e che invece custodiscono vite spezzate e destini cancellati.
Un gesto pubblico contro l’oblio
La posa di 20 nuove pietre rappresenta un ampliamento significativo del percorso della memoria in città. Il senso dell’iniziativa è netto: contrastare l’oblio, la banalizzazione, l’indifferenza.
In un tempo in cui la velocità tende a cancellare anche ciò che dovrebbe restare impresso, Trieste ribadisce il contrario: la memoria è un dovere civile, perché senza memoria non esiste futuro, e senza consapevolezza il rischio di ripetere gli errori della storia diventa reale.
Mercoledì mattina l’appuntamento: la memoria diventa città
Mercoledì 21 gennaio alle 9.30 la città assisterà a un momento collettivo che, pur nella sua semplicità, ha un significato enorme: la memoria che si fa strada, letteralmente. Un passaggio che arricchisce il tessuto urbano di Trieste con un messaggio chiaro: ricordare non è una scelta facoltativa, è una responsabilità.