Trieste capofila nell’integrazione, al via il progetto LGNet3 per l’autonomia abitativa dei cittadini stranieri regolari

È stato presentato oggi presso la sede dell’Agenzia per l’abitare di via Filzi il progetto europeo LGNet3, un’iniziativa ambiziosa che punta a facilitare l’autonomia abitativa dei cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti, attraverso un modello innovativo di accoglienza e integrazione.
All'incontro hanno partecipato l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, Massimo Tognolli, e la responsabile del Dipartimento Servizi e Politiche Sociali, Chiara Calabria, insieme a Roberta Milocco, presidente della cooperativa Lybra, capofila del raggruppamento di enti del terzo settore coinvolti nel progetto.
Un modello concreto di accoglienza e integrazione
Il progetto, promosso dal Ministero dell’Interno in collaborazione con ANCI, Fondazione Cittalia e altri 22 Comuni italiani, rientra nel Programma Nazionale FAMI 2021-2027 e vede Trieste protagonista nel promuovere un percorso di inclusione concreto, basato sul diritto alla casa come primo passo per una cittadinanza attiva.
«L’integrazione – ha dichiarato Tognolli – non può prescindere da un tetto sotto cui costruire relazioni. È un nostro dovere morale e istituzionale fornire strumenti concreti a chi ha già raggiunto un buon livello di autosufficienza economica ma vive situazioni di disagio abitativo. Questo progetto è un esempio virtuoso di accoglienza che diventa autonomia».
Una targa simbolo di comunità
A margine della conferenza stampa è stata scoperta una targa con i loghi del progetto, installata proprio nella sede dell’Agenzia per l’abitare: «Un simbolo – ha sottolineato Calabria – che sancisce l’impegno del Comune verso un modello abitativo inclusivo, capace di trasformare l’accoglienza in cittadinanza. La casa è il primo spazio dove si crea appartenenza».
Il progetto: co-housing, educazione all’abitare e servizi di supporto
LGNet3, che si concluderà a gennaio 2027, prevede:
- un servizio di co-housing in appartamenti con interventi educativi individualizzati;
- un accompagnamento socio-educativo e un servizio di supporto all’abitare rivolto sia agli ospiti che ad altri cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in carico ai servizi sociali;
- azioni di sensibilizzazione per favorire le locazioni a cittadini stranieri, attraverso un dialogo costante con proprietari e agenzie immobiliari.
Il servizio è stato affidato, tramite gara, a un RTI composto da Lybra, Comunità di San Martino al Campo, Fondazione Diocesana Caritas Trieste Onlus, Duemilauno Agenzia Sociale e International Rescue Committee Italia ETS (IRC).
Un’equipe multidisciplinare al servizio dell’integrazione
Tra le peculiarità del progetto, la presenza di un’équipe composta non solo da educatori e mediatori linguistico-culturali, ma anche da manutentori: figure chiave per facilitare l’inserimento abitativo e sostenere la convivenza.
«Integrazione significa anche rispetto delle regole dell’abitare e buona convivenza – ha aggiunto Roberta Milocco –. Lavoriamo per abbattere le barriere, non solo fisiche, ma anche culturali, attraverso la conoscenza reciproca».
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