Torna il Pride in Fvg: dopo lo stop riparte il percorso verso il 2026, location a breve (VIDEO)
Il Pride torna in Friuli Venezia Giulia nel 2026. È questa la notizia emersa nel corso della diretta su Trieste Cafe con Ambra Canciani, presidente FVG Pride, che ha di fatto anticipato il ritorno della manifestazione dopo lo stop del 2025.
Una ripartenza attesa, che segna un nuovo capitolo per il movimento regionale.
Canciani ha dichiarato: “confermo che quest’anno abbiamo tutta l’intenzione, e siamo anche con la macchina già calda, di proporre un nuovo Pride in regione”.
Un segnale chiaro, che riaccende il percorso dopo l’ultima edizione del 2024 a Lignano Sabbiadoro.
Dal 2024 al ritorno: un Pride che continua a essere necessario
Ripercorrendo l’ultima edizione, Canciani ha ricordato l’esperienza di Lignano come una sfida importante:
“è stata una città sfidante, anche dal punto di vista logistico, ma i numeri ci hanno dato ragione”.
Un dato che conferma come il Pride continui a essere un evento partecipato, ma soprattutto sentito:
“i Pride sono ancora molto partecipati perché evidentemente si sente l’esigenza di farli”.
Un’esigenza che attraversa territori diversi e che oggi si traduce in una nuova fase organizzativa.
Parte la costruzione del manifesto: un Pride che evolve
Il percorso verso il Pride 2026 è già iniziato, con una serie di incontri nei territori per costruire il nuovo manifesto.
Canciani ha spiegato:
“abbiamo deciso di ripartire proprio dalla costruzione del manifesto, che sarà diverso rispetto agli anni precedenti e aggiornato rispetto ai cambiamenti recenti”.
Tra i temi affrontati nei primi incontri: identità, linguaggio, educazione, diritti, ambiente e inclusione.
Un approccio dichiaratamente intersezionale, che punta a coinvolgere il territorio e raccogliere contributi diretti.
Un tour nei territori per costruire il Pride
Dopo la tappa di Trieste e quella di Udine, il percorso proseguirà con nuovi incontri, tra cui quello previsto a Gorizia il 23 marzo.
Canciani ha sottolineato l’importanza della partecipazione:
“è sempre bello riuscire a riflettere insieme e proporre idee che siano davvero rappresentative di una pluralità di persone”.
Un lavoro diffuso, che punta a costruire il Pride non come evento isolato, ma come processo condiviso.
Volontari e comunità: il motore dell’organizzazione
Fondamentale resta il ruolo dei volontari, che ogni anno rappresentano la base organizzativa del Pride.
Canciani ha evidenziato:
“parliamo di circa un centinaio di persone che mettono a disposizione il proprio tempo, non solo per la giornata finale ma durante tutto l’anno”.
Un impegno che va dalla logistica alla comunicazione, dalla gestione degli eventi fino al coordinamento del corteo.
Dove sarà il Pride? Scelta ancora aperta
Resta ancora aperto il nodo della location, che verrà annunciata nelle prossime settimane.
La scelta, come spiegato, nasce da un confronto interno e territoriale:
“non facciamo votazioni secche, ma discutiamo sulle motivazioni. Ci interessa portare il Pride anche dove non arriva di solito”.
Dopo aver toccato tutte le province, il dibattito resta aperto tra capoluoghi e territori più periferici, con l’obiettivo di mantenere forte l’impatto sociale.
Un ritorno che guarda al futuro
Il Pride 2026 si prepara quindi a tornare con una struttura rinnovata, un manifesto aggiornato e una comunità attiva.
Un percorso che, come emerso dalla diretta, non è solo organizzativo ma anche culturale e sociale.
E mentre cresce l’attesa per l’annuncio ufficiale di data e location, una certezza è già emersa: il Pride in Friuli Venezia Giulia è pronto a tornare protagonista.
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