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Cronaca

Sgombero e trasferimenti in Porto Vecchio: in carico 116 richiedenti asilo, chiuso magazzino fatiscente

Luca Marsi·
Sgombero e trasferimenti in Porto Vecchio: in carico 116 richiedenti asilo, chiuso magazzino fatiscente

Le attività sono partite all’alba, con un coordinamento istituzionale articolato e una macchina operativa che ha coinvolto forze dell’ordine, personale sanitario e soggetti impegnati nell’assistenza. Nel corso della mattinata di giovedì 22 gennaio 2026, la Prefettura di Trieste ha guidato un intervento nell’area del Porto Vecchio finalizzato alla verifica della presenza di richiedenti asilo e alla loro presa in carico, con successivo trasferimento nei centri di accoglienza del territorio nazionale.

L’operazione si inserisce in un contesto di monitoraggio costante dell’area e ha riguardato anche la chiusura di un edificio indicato come magazzino fatiscente, situato nella stessa zona.

Attività avviate alle 7.30 e coordinate dalla Prefettura

Secondo quanto comunicato, le attività sono iniziate alle 7.30 circa e sono state coordinate direttamente dalla Prefettura. Obiettivo: procedere alla verifica dei presenti nell’area e attivare la presa in carico dei richiedenti asilo, con accompagnamento verso strutture del territorio nazionale.

L’intervento consentirà di prendere in carico 116 richiedenti asilo che avevano trovato temporanea dimora in edifici fatiscenti ubicati nell’area del Porto Vecchio.

Domande di asilo: metà già presentate, altri pronti a richiedere protezione

Nel comunicato viene specificato che circa la metà dei richiedenti asilo risultava aver già presentato domanda presso territori limitrofi. Per i rimanenti, invece, viene evidenziato che la maggior parte ha manifestato la volontà di richiedere protezione internazionale nella stessa data di oggi, dopo la fase di identificazione da parte delle Forze di Polizia.

Un elemento che delinea l’operazione come passaggio cruciale non solo sul piano logistico, ma anche sotto il profilo procedurale.

UNHCR presente nell’area e informazioni sui CAS

Durante le attività è stata segnalata anche la presenza di personale UNHCR, che ha svolto un ruolo informativo sulle operazioni in corso e sulle possibilità di accoglienza. I richiedenti asilo, infatti, sono stati informati sulla possibilità di ricevere ospitalità nei CAS.

Un punto che sottolinea la natura organizzata dell’intervento, con un’azione strutturata di comunicazione e orientamento durante la presa in carico.

Visite mediche con ASUGI prima del trasferimento

Prima del trasferimento, i richiedenti asilo sono stati sottoposti a visita medica da parte del personale sanitario dell’Azienda Sanitaria (ASUGI), nel rispetto della dignità e a tutela della salute.

Solo dopo questi passaggi è stato previsto l’accompagnamento sui pullman predisposti dalla Prefettura per il raggiungimento delle sedi di destinazione. A tutti sono stati garantiti anche generi alimentari di conforto.

Forze impegnate e operazioni di pulizia dopo l’intervento

All’operazione hanno preso parte Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Prefettura, UNHCR e operatori ASUGI, oltre a personale sanitario, volontari e tecnici della Protezione Civile. Presente anche personale volontario Caritas per la distribuzione dei pasti.

Al termine delle attività di competenza, le aree in argomento saranno oggetto di operazioni di pulizia, passaggio previsto per ripristinare le condizioni dell’area interessata dall’intervento.

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