Riki Ramazzina: “Capodanno nella norma, equilibrio e responsabilità nei locali” (VIDEO)
Il Capodanno triestino, raccontato dal punto di vista di chi vive la notte dall’interno, restituisce l’immagine di una città che ha festeggiato senza eccessi. In diretta Facebook su Trieste Cafe, Riki Ramazzina ha parlato di una serata “super”, ma soprattutto “nella norma”, sottolineando come l’assenza di inconvenienti sia già di per sé un risultato significativo.
Ramazzina chiarisce subito che il lavoro nei locali non è soltanto aprire e far divertire, ma leggere costantemente il contesto. La scelta di chiudere alle tre del mattino non viene raccontata come una rinuncia, ma come una decisione ponderata. “L’orario era più che giusto”, spiega, perché oltre quel limite la città “si è vuotata” e “prendeva una piega diversa”.
La gestione della notte come scelta consapevole
Nel suo intervento emerge una concezione precisa della movida: non una corsa a oltranza, ma una gestione fatta di osservazione e responsabilità. Ramazzina parla di una città che, dopo una certa ora, cambia atmosfera. È in quel momento che chi lavora nella notte deve decidere se proseguire o fermarsi.
Chiudere alle tre non viene vissuto come una perdita, ma come un modo per preservare la qualità della serata e il clima generale. Una scelta che, nelle sue parole, ha evitato problemi e ha permesso di archiviare il Capodanno come una notte positiva.
La normalità come valore
Colpisce come Ramazzina utilizzi il termine “nella norma” non in senso riduttivo, ma come elemento qualificante. Una serata piena, senza incidenti, con una chiusura coerente con l’andamento urbano. In un periodo in cui spesso si cercano solo episodi estremi, il racconto di una notte ordinaria diventa quasi una notizia.
La movida invernale, in questo quadro, non è eccesso ma presidio. Si entra, si balla, ci si riscalda, ma sempre con un occhio alla città che cambia ritmo.
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