QR Carnevale Muggia, Delconte: "Contributo per entrare in sicurezza e tenere aperto Carnevale” (VIDEO)
Il fatto centrale, chiarito in diretta, è questo: il Comune di Muggia introduce un sistema legato al QR code e a un contributo all’accesso per poter contare le persone e gestire i flussi nelle serate del carnevale di Muggia, con l’obiettivo dichiarato di rendere sostenibile il piano di sicurezza in un centro storico con vincoli precisi su spazi, vie di fuga e capienza.
“L’idea nasce più di un anno fa”: la richiesta in comitato per l’ordine pubblico e la logica del contingentamento
Nicola Delconte, vicesindaco di Muggia con delega al carnevale, colloca l’origine del provvedimento in un passaggio preciso: “più di un anno fa”, durante un comitato per l’ordine pubblico, sarebbe arrivata la richiesta di creare un conteggio per una migliore gestione dei flussi di persone e ragazzi. In diretta, Delconte insiste su un concetto che definisce semplice e non aggirabile: quando un’area diventa luogo di spettacolo, esiste un numero massimo di persone che può entrare, e chi resta fuori deve restare fuori. L’argomento, come lo presenta, non è di “gradimento”, ma di regole di pubblico spettacolo e di parametri che determinano quanti possono stare in sicurezza in un punto specifico di un centro storico.
“Non siamo Campovolo”: il centro storico, le vie di fuga e il peso reale della gestione
Nel corso dell’intervento, Delconte contrappone l’idea di grandi spazi a quella di Muggia: non un’area enorme, ma un contesto urbano con caratteristiche che impongono attenzione. Da qui il nesso tra numero di presenze e capacità di intervento: se le persone sono troppe, “non si gestisce più nulla”, mentre con un numero controllabile la sicurezza messa in campo può funzionare come progettata. La posizione viene ribadita anche con un riferimento pratico: l’amministrazione parla di un impianto complessivo di sicurezza che deve restare proporzionato alle presenze.
Il contributo e i costi: “questa sicurezza ci è costata su per giù 100.000 euro”
Delconte spiega in modo diretto perché, oltre al conteggio, entra in gioco il tema economico: la sicurezza, secondo quanto riferito in diretta, sarebbe costata “su per giù 100.000 euro”. Ed è qui che inserisce il punto politico-amministrativo: questi costi, tra steward privati, forze dell’ordine, presidi sanitari e gestione complessiva, non possono ricadere sempre e soltanto sui contribuenti muggesani. Da questa premessa deriva l’idea che “chi viene a far festa” possa contribuire, precisando però che, nella narrazione che porta in diretta, la misura nasce prima di tutto dall’esigenza di rispettare normative e numeri, non da un intento “punitivo”.
Carnevale non è solo “la serata”: capannoni, sartorie e il diritto dei residenti
Un passaggio centrale del suo intervento riguarda l’identità del carnevale di Muggia: non sarebbe riducibile alla musica in piazza, ma includerebbe mesi di lavoro in capannone, costumi, preparazione, comunità. Delconte descrive anche l’altra faccia della festa: i residenti del centro storico, citati in diretta come “763”, e il diritto a vivere la manifestazione senza subire conseguenze “poco piacevoli”. In questo quadro, racconta un episodio riferito da due ragazze: “forse quest’anno riusciremo a tornare a casa tranquille”. Il messaggio politico che ne deriva, nella sua impostazione, è una tutela del carnevale e di chi lo vive come tradizione cittadina, non soltanto come evento serale.
“I 10 euro non fermano il maranza di turno”: cosa dice Delconte sul tema più discusso
Quando viene sollecitato sul tema della misura presentata “come anti maranza”, Delconte risponde in modo netto: “i 10 euro non è che fermano” chi vuole creare problemi. Ma torna al punto operativo: se dentro ci sono troppe persone, non si riesce a gestire la sicurezza. Se invece il numero è “gestibile”, anche un episodio problematico può essere affrontato meglio. E aggiunge un dettaglio che apre un altro livello della discussione: i problemi non sarebbero automaticamente esterni, perché “potrebbe anche essere un muggesano”, pur rimarcando che, normalmente, le criticità sarebbero legate a persone che arrivano con tutt’altro in testa rispetto al “fare festa”.
Due piazze e due pubblici: l’organizzazione tra Piazza Marconi e Piazza della Repubblica
Sulla differenziazione degli spazi, Delconte spiega che l’area dedicata ai giovani è, nelle sue parole, un “dovere” verso i giovani muggesani, che “hanno diritto di fare festa”. Da qui la divisione tra due punti musica: una proposta più “boomer” in Piazza Marconi e un punto per i giovani in Piazza della Repubblica, con gestione e finanziamento comunale. Sottolinea anche che l’organizzazione, per la prima volta, viene strutturata dal Comune, mentre prima l’assetto era diverso.
Zone, filtri e trasporti: “zona azzurra”, “zona blu” e il capolinea della 20 ad Alto Adriatico
Nella parte più operativa della diretta, Delconte descrive un impianto fatto di controlli successivi e aree: un primo filtro con la polizia ad Alto Adriatico, quindi un secondo controllo in cui il QR code verrebbe “smarcato definitivamente”. Parla di una “zona blu” dove, una volta usciti, non si rientra perché il QR code non funziona più, e di una “zona azzurra” come cintura attorno al centro, che non si può chiudere ma che resterebbe presidiata con steward e forze dell’ordine. Tra le novità citate, segnala lo spostamento del capolinea della linea 20, che “non entra più a Muggia” e si ferma ad Alto Adriatico, con l’idea di togliere un punto di criticità legato agli assembramenti alla stazione a fine serata.
Fasce orarie e gratuità: “prima delle 18 cominciano le manifestazioni” e “entro le 8 non paga nessuno”
Delconte introduce una distinzione temporale chiara: molte iniziative, secondo quanto spiegato, sono gratuite e partono prima della fascia serale. In diretta parla di circa “22” eventi in una settimana e ribadisce che il carnevale per i bambini comincerebbe nel pomeriggio. Sul nodo principale chiarisce: chi arriva per le iniziative e se ne va entro una certa fascia non paga, mentre per la parte serale entra in gioco il contributo. Aggiunge che nel giorno della sfilata, come viene spiegato, l’accesso sarebbe controllato più tardi proprio per consentire di vedere la sfilata gratuitamente.
“Siamo sulla linea dura”: controlli, stretta e ruolo delle forze dell’ordine
Quando si parla di provvedimenti verso chi crea disagi, Delconte rivendica una linea “dura” e auspica una stretta “anche pesante”, sostenendo che “ci sono le norme, basta applicarle”. Richiama anche il ruolo delle forze dell’ordine come presidio indispensabile, non in termini di repressione ma come garanzia di sicurezza percepita e operativa: senza il loro supporto, afferma, Muggia non potrebbe fare il carnevale.
Il sondaggio Instagram e la fase sperimentale: “è tutto nuovo e assolutamente sperimentale”
Sui risultati del sondaggio citato in diretta, con una maggioranza di “no”, Delconte dice di aspettarselo e lo collega alla comprensione del provvedimento: secondo lui “non si è capito” cosa si intende fare, ma confida che con l’avvio del sistema sperimentale la percezione possa cambiare. Chiude con un invito: chi ha “un’idea seria”, supportata da numeri e contenuti, venga ascoltato, perché l’obiettivo dichiarato resta preservare il carnevale e far tornare a casa le persone “felicissime” di essere venute.
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