Bollette fantasma e lettere con mesi di ritardo: cittadini furiosi tra Aquilinia e Montedoro
La segnalazione è arrivata in redazione in modo diretto, senza giri di parole: un gruppo di cittadini di Muggia, in particolare delle zone Aquilinia e Montedoro, si dice inferocito per una situazione che starebbe diventando insostenibile. Il motivo è semplice e allo stesso tempo pesantissimo nella vita quotidiana: la posta non verrebbe più recapitata con regolarità, con ritardi che in alcuni casi arriverebbero a un mese e mezzo o addirittura due mesi.
Una situazione che, secondo quanto riferito, va avanti da agosto, mentre prima, sottolineano i residenti, “era precisa, normale”.
“La posta non viene recapitata”: recapiti sempre più rari e senza regolarità
Nel racconto dei cittadini, il problema non è legato a una singola giornata o a un disservizio sporadico, ma a un andamento che avrebbe ormai assunto i contorni della routine: la posta arriverebbe “una volta ogni tanto”, senza alcuna programmazione certa.
Non solo. I residenti parlano apertamente di recapiti talmente discontinui da diventare ingestibili: in una testimonianza raccolta, viene citato un caso emblematico, quello di una lettera di ottobre arrivata soltanto in gennaio.
E la domanda che rimbalza tra i palazzi e i condomini è sempre la stessa: quanta posta nel frattempo si perde, o comunque non arriva mai?
Il nodo bollette: “non le ho mai viste”, rischio pagamenti e sanzioni
A rendere ancora più esplosiva la protesta è il tema delle bollette, che per molte famiglie non sono semplici lettere, ma scadenze. E le scadenze, come sanno tutti, non aspettano il postino.
Secondo quanto denunciato dai cittadini, il ritardo nel recapito non riguarderebbe soltanto comunicazioni generiche, ma anche documenti che possono avere ricadute concrete: utenze, assicurazioni, comunicazioni importanti.
In un passaggio particolarmente duro della testimonianza, un residente parla di bollette che non sarebbero mai state consegnate, con la conseguenza di non averle “mai viste”. Il timore è quello più logico: ritrovarsi con pagamenti arretrati, more o problemi burocratici senza neppure essere stati messi nella condizione di sapere.
“Un postino solo”: la causa ipotizzata e la richiesta di una soluzione immediata
Tra le ipotesi avanzate dai cittadini c’è anche una motivazione molto concreta: a Muggia, raccontano, potrebbe esserci un solo postino, che non riuscirebbe a coprire tutto il lavoro necessario.
La conseguenza, però, secondo la segnalazione, è che intere zone finirebbero per restare “scoperte” o servite in modo irregolare, con recapiti che si farebbero rari e imprevedibili.
La richiesta dei residenti non è formulata come una proposta tecnica (“un postino in più”, “un giro diverso”), quanto piuttosto come una pretesa netta: una soluzione, qualunque essa sia, purché sia efficace. L’obiettivo minimo indicato è chiaro: recapito almeno ogni due settimane, perché, spiegano, “sono cose importanti”.
Reclami già fatti, ma nulla cambia: “la situazione rimane sempre quella”
Altro elemento che alimenta la rabbia è la percezione di essere stati ignorati. I cittadini riferiscono infatti che sono stati presentati reclami, anche più di uno, sia singolarmente sia da parte di altri utenti.
La risposta ricevuta, sostengono, sarebbe stata rassicurante: “provvederemo”. Ma i fatti raccontati sono diversi: dopo i reclami, non sarebbe cambiato nulla.
Da qui il clima che viene descritto come teso e saturo, con residenti pronti a far valere le proprie ragioni perché, dicono, il problema non riguarda una persona sola, ma più nuclei e più aree della zona.
Un problema collettivo: “tutto il condominio è nella stessa situazione”
Uno degli aspetti più rilevanti della segnalazione è proprio la dimensione collettiva del disagio. Non si parla di un caso isolato, ma di un problema che coinvolgerebbe un intero condominio e diversi residenti, “una decina di utenti” nella stessa situazione, oltre ad altre abitazioni nella zona.
E quando un disservizio essenziale diventa condiviso, il livello di sopportazione si riduce drasticamente: perché non si tratta più di “sfortuna”, ma di un malfunzionamento che colpisce un pezzo di città.
Cittadini pronti a mobilitarsi: “serve che la posta venga recapitata”
La protesta, almeno nelle parole raccolte, si muove su un terreno concreto e immediato: nessuno pretende l’impossibile, ma la richiesta è quella di ripristinare un servizio regolare, in tempi compatibili con la vita reale delle persone.
In poche righe, la domanda che sale dalla zona Aquilinia-Montedoro è questa: chi deve organizzarsi lo faccia subito, perché un recapito ogni mese e mezzo o due mesi non è un ritardo: è una frattura.
E quando si tocca il tema di bollette, assicurazioni e comunicazioni importanti, la rabbia non è solo comprensibile: diventa inevitabile.