Miramare, arriva la “Sentinella 4.0”: il mare ora si monitora in tempo reale
L’Area Marina Protetta di Miramare compie un deciso passo verso il futuro. Da oggi il suo parco boe e sensori si arricchisce di una nuova infrastruttura tecnologica: una boa smart meteo-oceanografica di ultima generazione, progettata per osservare e analizzare in tempo reale lo stato di salute del mare. Si tratta di una vera e propria “sentinella digitale”, capace di raccogliere un ampio spettro di dati fondamentali. La boa misura parametri come temperatura, salinità, ossigeno disciolto, clorofilla e torbidità, offrendo una fotografia dettagliata delle condizioni ambientali. A questi si aggiungono informazioni su onde, correnti e vento, integrate con dati satellitari: un sistema avanzato che consente agli scienziati di comprendere meglio l’evoluzione dell’ecosistema marino e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. L’installazione non è stata priva di difficoltà. Le operazioni si sono svolte in più fasi e hanno richiesto il lavoro coordinato di subacquei specializzati e ormeggiatori del Porto di Trieste. Prima sono stati posizionati i corpi morti, trainati al largo, quindi è stata collocata la boa multiparametrica davanti alla scogliera del Castello di Miramare, in prossimità del Museo Storico e del Parco.
La tecnologia adottata è stata sviluppata da ETT Solutions e distribuita nell’ambito del progetto Digitap, promosso dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e da ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’obiettivo è ambizioso: creare una rete nazionale di monitoraggio digitale che colleghi tutte le Aree Marine Protette italiane. Con questa installazione, Miramare entra ufficialmente in un sistema integrato che permetterà all’ente gestore e alla comunità scientifica di disporre di dati aggiornati e sempre più precisi. Informazioni preziose per studiare il mare, comprenderne le trasformazioni e intervenire in modo tempestivo di fronte alle sfide ambientali. Una sentinella silenziosa, dunque, ma fondamentale: perché conoscere il mare, oggi più che mai, significa proteggerlo.