Mauro Manni: “Le discoteche grandi oggi fanno fatica”, la sua analisi sul divertimento che cambia (VIDEO)
Nel confronto dedicato a movida, eventi e primavera a Trieste, Mauro Manni ha offerto una lettura molto concreta del cambiamento che ha investito il settore del divertimento. Il suo intervento ha tenuto insieme esperienza personale, memoria dei grandi locali del passato e osservazione delle dinamiche attuali.
Il punto da cui è partito è semplice ma decisivo: un tempo c’erano soprattutto le discoteche, mentre nel tempo si è affermata la formula del discobar, con bar e locali che hanno iniziato a ospitare musica, feste a tema e serate sempre più strutturate. Per Manni, il pubblico non è scomparso, ma si è distribuito in modo diverso.
Dai grandi club ai locali più piccoli: il pubblico si è spostato
Nel suo ragionamento, Manni ha spiegato che in passato la discoteca era l’unico vero grande contenitore della notte. Per questo motivo, anche a Trieste, esistevano molte realtà in grado di riempirsi. Ha citato diversi nomi storici, ricordando una fase in cui il pubblico si spostava in massa verso questi luoghi, rendendoli punti di riferimento per un’intera generazione.
A suo dire, oggi la situazione è cambiata perché le persone trovano proposte di intrattenimento anche in contesti più piccoli, più vicini e più diffusi sul territorio. Questo ha inevitabilmente modificato la distribuzione del pubblico e ha inciso sulla capacità delle grandi discoteche di mantenere gli stessi numeri del passato.
L’esperienza dell’Ippodrome e i numeri di un’altra epoca
Manni ha richiamato più volte la sua esperienza all’Ippodrome, spiegando come quel locale avesse numeri e dimensioni oggi difficili da immaginare. Nel suo racconto, il club era in grado di richiamare persone da diversi centri del territorio, compresi Udine, Palmanova, Monfalcone, Gorizia e naturalmente Trieste.
Questo passaggio è centrale perché aiuta a capire la portata del cambiamento. Secondo Manni, il pubblico di allora era disposto a spostarsi molto di più, mentre oggi, trovando un’offerta più vicina o più piccola, tende a restare nei dintorni. È questa dispersione della domanda, a suo giudizio, uno dei fattori che rende più complicata la sopravvivenza delle grandi discoteche.
Pagare il biglietto non è più percepito come prima
Tra gli elementi messi in evidenza da Manni c’è anche il rapporto con il biglietto d’ingresso. Nel suo intervento ha osservato che oggi sembra quasi diventato particolare pagare per entrare in discoteca, mentre in passato rappresentava un passaggio naturale.
Secondo quanto da lui raccontato, l’abitudine a divertirsi in luoghi dove non si paga un ingresso dedicato avrebbe modificato anche la percezione del valore dell’esperienza discoteca. In altre parole, il pubblico avrebbe oggi più alternative, e questo rende meno automatico scegliere un luogo più strutturato e con costi superiori.
Le discoteche grandi oggi sono difficili da sostenere
Alla domanda sulla possibilità che un posto come l’Ippodrome possa avere ancora appeal, Manni ha risposto riportando il tema sul terreno economico. Per lui la questione vera è quella dei numeri e della sostenibilità. Ogni attività, ha osservato, ha un rubinetto in entrata e uno in uscita, e l’equilibrio tra costi e ricavi oggi è molto più fragile.
Ha detto chiaramente di vedere complicata la vita per le discoteche grandi, pur citando il Palmariva come esempio di realtà importante che continua a fare musica con tutte le difficoltà del periodo. Nella sua analisi, il modello del grande contenitore appare oggi molto più esposto rispetto al passato.
Format ed eventi: una conseguenza del cambiamento
Manni ha commentato anche il tema dei format, collegandolo alla trasformazione più generale del settore. Ha condiviso il ragionamento secondo cui oggi il pubblico segue spesso l’evento e il marchio più che il locale stesso, ma ha sottolineato che questo fenomeno rappresenta soprattutto una conseguenza di ciò che è già accaduto.
Secondo la sua lettura, un tempo era la discoteca a creare il proprio evento, con i propri dj e la propria identità. Oggi, invece, il sistema si appoggia più facilmente a format esterni, proprio perché il legame esclusivo tra pubblico e locale si è indebolito.
Boomer e giovani, due modi diversi di vivere il divertimento
Manni ha poi allargato il ragionamento al confronto tra generazioni. Secondo il suo punto di vista, i cosiddetti boomer avrebbero avuto un modo di vivere molto più orientato al movimento, all’aggregazione e al ritrovarsi in gruppo. Ha parlato di una generazione abituata a spostarsi, a vivere la compagnia e a fare del divertimento una consuetudine.
Guardando ai giovani di oggi, ha detto invece di vederli spesso più spaesati e meno sicuri, pur precisando che tutto dipende anche dalle fasce d’età e dalle singole situazioni. Ha insistito sul fatto che la differenza non dipende solo dalla voglia di uscire, ma da un diverso stile di vita e da un diverso modo di stare insieme.
Gli eventi in arrivo tra apreski, vintage e stagione estiva
La parte finale del suo intervento è stata dedicata ai progetti concreti. Manni ha annunciato che continueranno fino ad aprile le serate ad Arabba con apreski, cene e altri appuntamenti. Ha poi anticipato l’idea di un evento da realizzare a Trieste in stile apreski, con macchina della neve, abbigliamento a tema, musiche dedicate e bombardino.
Ha inoltre detto di aver già iniziato a definire molti accordi per l’estate, tra sagre, feste private e matrimoni, oltre a un’intesa con un locale per un progetto del venerdì. Pur senza svelare troppo, ha parlato di una proposta orientata a una festa adulta, con musica anni Settanta, Ottanta e Novanta, sottolineando però come il gusto vintage riesca spesso a coinvolgere anche i giovani.
Una visione pragmatica sul presente del divertimento
L’intervento di Mauro Manni ha restituito una visione pragmatica e concreta del presente. Nessuna nostalgia fine a se stessa, ma la constatazione che il settore sia cambiato profondamente e che servano formule nuove, equilibrio economico e capacità di leggere i comportamenti del pubblico.
Nella sua analisi, le grandi discoteche faticano perché il mercato si è disperso, il pubblico si è frammentato e i modelli di consumo della notte non sono più quelli di una volta. Ma proprio per questo, ha lasciato intendere, il mondo degli eventi può ancora trovare spazi e nuove occasioni, purché sappia adattarsi.
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